Corriere Canadese

TORONTO - “Amo l’Italia. Ma è un Paese ricco che è in grado di ricostruire. Perché non possiamo usare i soldi dei contribuenti per le nostre vittime degli allagamenti? È per comprarsi voti liberali in Canada?”. 
La lotta politica, si sa, non conosce confini e a volte nemmeno buongusto. Così il candidato alla leadership federale dei conservatori Maxime Bernier ha usato l’evento di beneficenza per le vittime del terremoto nel Centro Italia organizzato venerdì scorso al Montecassino per attaccare frontalmente il primo ministro canadese Justin Trudeau. 
Il front runner dei candidati alla poltrona di leader dei tory ha pensato bene di attaccare il primo ministro per la promessa che il governo avrebbe pareggiato la somma raccolta dall’organizzazione che si organizzava l’evento benefico. Un gesto, quello di Trudeau, quasi puramente simbolico visto che al momento i soldi raccolti da The Italy Earthquake Relief Fund (Tierf) sono intorno ai due milioni di dollari. Soldi che non fanno certo la differenza per il governo e i contribuenti canadesi, ma la fanno certamente per le popolazioni colpite dal sisma.
Quello del primo ministro è stato più un gesto di vicinanza a un Paese dal quale provengono tanti di quei cittadini italocanadesi che hanno aiutato il Canada a diventare quello che è oggi.
Bernier però ha cercato la polemica populista, di basso livello, non rendendosi conto che rischiava l’autogol. All’evento infatti hanno partecipato anche il premier dell’Ontario Kathleen Wynne e il sindaco di Toronto, John Tory. Ma soprattutto erano presenti deputati federali e provinciali di ogni schieramento, senza contare che nel comitato organizzatore dell’evento la maggioranza dei membri è di chiara appartenenza conservatrice.
La polemica, che può aver fatto guadagnare qualche like online a Bernier, che dopo l’uscita dalla corsa e l’endorsement di Kevin O’Leary è lo strafavorito alle elezioni per la leadership dei tory del 27 maggio prossimo, rischia però di diventare il suo primo problema una volta eletto.
Dire che aiutare i terremotati italiani equivale a “comprare voti” è un’offesa alla comunità italocanadese e al suo ruolo nella società canadese. E la presenza nutrita di conservatori nell’organizzazione dell’evento e della raccolta fondi dimostra come ci sia un corto circuito tra la base e la testa dei tory.
Chi deve correre nei riding dove è forte la comunità italocanadese sa infatti quanto conta questo argomento e quanto può essere dannosa questa polemica in chiave elettorale.
Per questo con la sua assurda polemica, Bernier potrebbe aver aperto una profonda spaccatura proprio all’interno dello stesso partito che si candida a guidare.

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Leonardo N. Molinelli

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