Corriere Canadese

TORONTO - “I canadesi, specialmente quelli di origine italiana, sono orgogliosi di mostrare solidarietà con gli italiani mentre loro stanno ricostruendo dopo questo tragico disastro”. 
Con queste parole, nel luglio del 2009 e con il summit G8 in pieno svolgimento, l’allora primo ministro canadese Stephen Harper annunciava un contributo del Canada per la ricostruzione post sisma a L’Aquila, città martoriata dal terribile terremoto avvenuto in aprile che aveva provocato oltre 300 vittime. Il governo di Ottawa stanziò 5 milioni di dollari per la costruzione di un centro per i giovani all’Università del capoluogo abruzzese. E mentre in Canada la comunità italocanadese si mobilitò per raccogliere fondi da destinare agli aiuti delle popolazioni colpite, anche il governo provinciale dell’Ontario si adoperò per testimoniare la sua vicinanza, facendo una donazione di 500mila dollari.
A otto anni di distanza, lo scenario politico è completamente mutato. La comunità italocanadese si è organizzata di nuovo per dare un aiuto concreto alle popolazione colpite dal sisma che ha devastato Amatrice, Accumoli e altre cittadine del Centro Italia. Il primo ministro Justin Trudeau ha annunciato l’intenzione del governo di pareggiare con un suo contributo la cifra raccolta dalla comunità, fino a un massimo di 2 milioni di dollari, mentre l’esecutivo provinciale ha optato per una donazione di 250mila dollari.
Maxime Bernier, front runner nella corsa alla leadership tory e probabile nuovo leader del Partito Conservatore, ha attaccato Trudeau per il suo sostegno alla causa italiana: quei soldi - sostiene Bernier - potevano essere utilizzati per gli alluvionati in Quebec, o per i giovani o per altre priorità canadesi. E Bernier si chiede se quello di Trudeau non sia un tentativo di “comprarsi” il sostegno degli italocanadesi. Peccato che lo stesso Bernier, nel 2009, fosse un componente del governo guidato da Harper: dopo essere stato ministro degli Esteri fino al 2007, si era dovuto accontentare della presidenza della commissione Difesa della Camera in seguito allo scandalo provocato da lui stesso, aver cioè dimenticato documenti top secret a casa dell’ex fidanzata. Perché nel 2009 Bernier non criticò la scelta del suo capo? Harper, secondo il suo ragionamento, si stava forse “comprando” i voti degli italocanadesi? O forse ha cambiato idea, alla faccia della coerenza? Perché gli aiuti per gli italiani andavano bene nel 2009 ma non più nel 2017? Tutte domande legittime, al quale il futuro leader conservatore dovrebbe rispondere. Anche perché la sua sparata populista ha logicamente danneggiato i tantissimi esponenti conservatori - mp ed mpp in carica, futuri candidati o semplici simpatizzanti - che hanno organizzato la raccolta fondi o che vi hanno semplicemente contribuito.

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Francesco Veronesi

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