Corriere Canadese

TORONTO - Scrivo da cittadino italo-canadese e costituzionalista che ha dedicato la sua vita professionale a proteggere la Costituzione canadese e i diritti che ne conseguono, indignato da ciò che il governo dell’Ontario sta permettendo che accada, nell’inadempienza ai suoi doveri, per il Columbus Centre e “Casa Italia” (il Consolato italiano tra Dundas e Beverly Street) a Toronto. E mentre io cerco di svolgere i miei compiti in quanto avvocato molto impegnato, il telefono non smette di squillare riguardo a queste due problematiche.
 
TORONTO - Si continua a discutere di Columbus Centre e Casa Italia. Ad arricchire il dibattito è questa volta una lettera aperta scritta dal noto
costituzionalista italocanadese Rocco Galati a Eleanor McMahon, ministro provinciale del Turismo, della Cultura e dello Sport.
Mark Twain una volta ha affermato che: “La storia non si ripete mai esattamente allo stesso modo, ma echeggia”.
Con il pretesto di “sviluppare”, i piani per prendere possesso del terreno e di questi due edifici a Toronto sono ben avviati, così come quelli di demolire queste istituzioni culturali di importanza cruciale per la comunità italo-canadese nel cosiddetto perseguimento dello sviluppo condominiale e di altre attività commerciali. Una comunità che da lungo tempo contribuisce in modo significativo all’intera società canadese con quelle strutture di cui siamo orgogliosi membri.
Lo sradicamento e la colonizzazione della cultura non è nuova al Canada. Sfortunatamente il paese è stato costruito su di esso e da esso troppo spesso degradato. Nonostante i richiami, indagini della Commissione e raccomandazioni di riconciliazione, persino gli aborigeni canadesi continuano a lottare per resistere a questa persistenza e impatto fino ad oggi.
Anche se non mi “sorprende” che questo accada nuovamente alla nostra comunità, in linea con il razzismo storico degli internamenti e dei furti di proprietà degli italo-canadesi durante la Seconda Guerra Mondiale, il 10 giugno 1940, e la persistenza di usare veri nomi italiani tradotti in inglese come John Cabot e Christopher Columbus nei libri di storia canadesi, è ancora scioccante e inaccettabile. La mia comunità, sfortunatamente, non è l’unico esempio della tragedia causata di questo razzismo criminale.
“Sradicamento” e “colonizzazione”, l’eliminazione della cultura di un popolo e la distruzione fisica del patrimonio culturale sono attualmente metodi superati e perseguiti come crimine contro l’umanità secondo il diritto internazionale, con lo Statuto di Roma (trattato internazionale sui crimini contro l’umanità), il quale è stato importato e riprodotto nel nostro Codice penale. Questo fattore è comprensibile dati i numerosi esempi nella storia e gli effetti distruttivi che questi atti e norme hanno provocato.
Questo è ciò che riecheggia fino ad oggi in questa città in seguito alla proposta, a tutta velocità, di demolire il Columbus Centre e [di ristrutturare] Casa Italia, malgrado entrambi appartengano storicamente ai membri della comunità, dai quali sono sostanzialmente stati finanziati, e poi invece, tramite appropriazione (indebita), privati e governo ne hanno reclamato il possesso senza né chiarezza riguardo il diritto di proprietà e/o diritti né alcuna trasparenza sul procedimento legale.
Nonostante quanto espresso finora, entrambi gli edifici e i siti in questione necessitano e dovrebbero essere protetti dal loro status di patrimonio culturale dal Ministero e dal nostro governo odierno, con una proibizione contro la demolizione. 
Io richiedo ed esigo con rispetto, a nome mio e della comunità italo-canadese, che voi esercitiate la vostra autorità e i vostri doveri legali e costituzionali, in forza del’articolo 34,5 et. seq. dell’Ontario Heritage Act e designiate questi due edifici e siti come “proprietà dal valore di patrimonio culturale e interesse di importanza provinciale”, in quanto vitali e cruciali per il patrimonio culturale non solo degli italo-canadesi, ma anche del patrimonio, della storia e per la rilevanza canadese, soddisfacendo le linee guida e i regolamenti dell’Ontario Heritage Act.
Per demolire questi due siti è facile spianare la strada per fa finta che i nostri contributi a questa città, alla provincia e alla società canadese non siano mai esistiti. La storia è semplice da cancellare. Il nostro governo provinciale, con il rifiutarsi di agire, è perciò complice di questa eliminazione, dell’atto di sradicamento e continua colonizzazione, così come della distruzione del patrimonio culturale.
Io e il resto della comunità vogliamo che voi e il nostro governo sappiate che noi siamo a conoscenza del fallimento del governo e del rifiuto di intervenire, nonostante le richieste, e con coscienza e intento di fare solo questo: eliminare la nostra storia e il contributo della nostra società e rimpiazzarlo con un inutile “mese dell’heritage italiano”, che il nostro governo ha fatto. Ci sono dodici mesi nel mio, vostro, nostro calendario romano. Non per sminuire in modo altezzoso e razziale, ma per essere considerati come eguali canadesi dodici mesi all’anno.
Propongo l’idea di prendere il sito all’angolo nord-ovest di Queen e University e demolire il piccolo palazzo a due piani (“Campbell House”) che giace su quell’eccellente immobile. Campbell House è un edificio che è stato fisicamente trasportato da un altro sito per preservare la sua importanza. 
O quella di George Brown su Beverly a nord di Casa Italia? Sarebbe impensabile. Perché? Perché queste sono altre tribù con una priorità razziale superiore? E Columbus Centre e Casa Italia stanno invece per essere demoliti senza pensarci due volte?
Noi non ci consideriamo, così come il nostro posto e la nostra dignità, “inferiori” alle tribù tradizionali che possiedono il potere politico, nonostante la depravazione patologica e criminale di questo paese quando si parla di razza e cultura. Noi non ci consideriamo, né accettiamo, la nozione dell’essere “meno” cittadini canadesi o dell’Ontario.
Noi non accetteremo questo senza tenere in considerazione politica e legale il nostro governo e gli attori privati.
Voi, il vostro ministero e il governo necessitano di agire riguardo questo problema. Se non lo farete, voi e il nostro governo non meritate che neanche un singolo italo-canadese voti per voi nelle elezioni future.
Questo, in particolare diretto agli MMP italo-canadesi eletti per il nostro governo, che acconsentono a questo e “omettono” di agire, come collaboratori nel quadro di una eliminazione culturale, sradicamento, colonizzazione e, a tutti gli effetti, una continua pulizia culturale.
Il nostro governo prenderà gli incarichi politici e legali ai seggi elettorali e in Corte, insieme agli interessi privati coinvolti.
Infine, “vittoria o sconfitta”, la realtà di ciò che sta realmente accadendo, e il perché, è chiara alla vasta maggioranza della comunità italo-canadese, così come per le altre comunità che hanno sofferto e continuano a soffrire simili deplorevoli, inaccettabili, legali e costituzionali violazioni, offese e maltrattamenti.
 

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Rocco Galati