Corriere Canadese

TORONTO - Dopo quasi sette anni, Bank of Canada ha deciso di alzare il tasso d’interesse. L’annuncio è arrivato ieri per bocca del governatore della Banca Centrale canadese, Stephen Poloz, che ha confermato le voci che da giorni si stavano inseguendo su un possibile cambiamento di rotta nella strategia di Bank of Canada. Il tasso di sconto, così, è salito dallo 0,50 allo 0,75 per cento: l’ultima volta nel nostro Paese era successo nel 2010. 
La decisione di intervenire sul tasso d’interesse è maturata dopo che tutti gli indicatori in mano confermavano la necessità di un giro di vite per alimentare la crescita e dare un sostegno all’economia canadese che si è consolidata ampiamente nell’ultimo anno. Anche le previsioni di crescita sono state riviste al rialzo, con il Prodotto interno lordo che dovrebbe aumentare del 2,8 per cento nel 2017 (la previsione di aprile parlava di una crescita del 2,6 per cento), mentre per il biennio successivo è già stato messo in preventivo un progressivo rallentamento: nel 2018 l’economia canadese dovrebbe viaggiare attorno al 2 per cento, nel 2019 non dovrebbe superare l’1,6 per cento.
Ma quale conseguenze concrete avrà l’aumento del tasso d’interesse? La decisione di Bank of Canada avrà un effetto immediato sui mutui a tasso variabile, che molto probabilmente aumenteranno sulla scia dell’annuncio della Banca Centrale, mentre non avrà alcun effetto su quelli a tasso fisso, almeno fino alla scadenza naturale del termine stipulato con la banca per la revisione del mortgage stesso. 
L’aumento dei tassi avrà invece delle ripercussioni immediate sulle linee di credito personali concesse dalle banche e da altre istituzioni finanziarie, proprio perché il tasso primario sul quale viene calcolata la percentuale degli interessi è legato direttamente al tasso di sconto. 
Conseguenze potrebbero esserci anche per le automobili comprate attraverso un finanziamento: di solito questo viene fatto con un tasso fisso, ma alcune compagnie offrono anche la possibilità di ancorarlo a un tasso variabile. In ogni caso, l’annuncio di Bank of Canada avrà delle conseguenze sui finanziamenti per l’acquisto futuro di automobili. 
Per quanto riguarda le carte di credito, di solito si ragiona sempre su un tasso fisso e non variabile. Il discorso cambia in caso di ritardo nei pagamenti, che potrebbe portare a un aumento del debito del consumatore.

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Francesco Veronesi

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