Corriere Canadese

TORONTO - Gli anziani non ci stanno. La notizia che il Columbus Centre sarà smantellato e che la piscina e la pista dove adesso fanno lunghe camminate non ci saranno più non fa che incupire le persone non più giovani che di queste strutture hanno fatto un punto di riferimento. Da dicembre, se ci sarà l’approvazione nel meeting dell’11 maggio tantissime persone, tra le quali un nutrito numero di anziani, non avranno più il loro punto di incontro all’incrocio tra Lawrence e Dufferin. Inoltre, dicono, nessuno li ha consultati. 
Anche se il tempo stringe sono agguerriti e determinati a fare il possibile per poter continuare ad usare la piscina, la pista e la palestra. «La palestra è l’unica struttura che in un certo senso continuerà ad esistere - dice Mary Mazzotta che frequenta la piscina - sarà una palestra della Dante Alighieri Academy, che sarà trasferita qui e che potremo usare anche noi. Ma l’eliminazione di piscina e pista ci fa arrabbiare proprio tanto». 
Unire l’utile al dilettevole è quello che tantissimi anziani fanno recandosi nella struttura del Columbus Centre. «Questo posto è importantissimo per noi, la piscina con il suo programma di acquafit è frequenta da tantissime persone, soprattutto donne mentre gli uomini usufruiscono di più della pista per camminare - dice Mary Mazzotta - di venerdì ci riuniamo anche per bere un caffè assieme, cantare e trascorrere qualche ora in allegria. Adesso vogliono portare via tutto questo agli anziani».
Alzarsi la mattina con il pensiero di andare al Columbus Centre per incontrare altre persone e per fare ginnastica aiuta chi è meno giovane ad affrontare le giornate con maggiore grinta e gioia. «Molti anziani, come d’altra parte giovani, adulti e bambini, usano la piscina e le strutture atletiche del Columbus Centre per i benefici che ne ricavano facendo attività fisica - continua Miriam Helpert, 85 anni - con gli esercizi fisici in particolare noi che non siamo più giovani possiamo migliorare la mobilità articolare».
Perdere questa piscina significa per chi risiede nel quartiere non poter più fare acquafitness. «Il problema è che non c’è un’altra piscina nella zona - aggiunge la Mazzotta - noi donne in particolare facciamo acquafitness che ci fa sentire meglio».
Decisi a lottare per poter continuare ad usufruire delle strutture e bloccare il progetto di ricollocazione del Columbus Centre e della scuola Dante Alighieri, i pensionati hanno lanciato una petizione che finora ha raccolto oltre 500 firme. «Vogliamo salvare la piscina e la pista che con il nuovo piano di sviluppo saranno eliminate», aggiunge Linda Grobovsky, 67 anni e da tre abituale frequentatrice delle strutture del Columbus Centre - il progetto è orribile, non tiene conto delle persone che non avranno più queste strutture per migliorare la propria salute, per fare attività fisica e poter continuare ad essere mobili e indipendenti».
Oltre a fare ginnastica e nuoto per rimanere in salute, gli anziani frequentano il Columbus Centre anche per socializzare. «Ogni venerdì, ad esempio, ci riuniamo nella caffetteria per sorseggiare un buon espresso in buona compagnia. C’è chi suona qualche strumento musicale, chi canta, è divertente - aggiunge la Mazzotta - questa struttura dà agli anziani una ragione in più per alzarsi al mattino, per iniziare la giornata di buonumore».
Quel che queste persone non riescono proprio a digerire è di non essere stati consultati prima della presentazione del progetto di ricollocazione del Columbus Centre. «È facile distruggere le cose - aggiunge Linda Grobovsky - con questo progetto dimostrano di non avere a cuore nè gli anziani, nè la gente.  È molto triste dover constatare che purtroppo questa è la realtà».
Persone come la Grobovsky e la Helpert, che non sono di origine italiana, hanno trovato in questo posto tanti amici. «Mi trovo benissimo con gli italocanadesi che frequentano il Columbus Centre, riesco a vincere la solitudine - dice la Helpert - prima frequentavo un centro ebraico nella zona di Sheppard e Bathurst che poi è stato chiuso. Quando sono venuta la prima volta mi sono sentita subito a mio agio, sono stata accolta con affetto». «Anche io ho stretto molte amicizie, mi sento parte di una comunità - aggiunge la Grobovsky - sembra che ormai la decisione sia già stata presa ma  a parer mio si può sempre tornare sui propri passi. Ne va di mezzo il benessere di tante persone come me».
Le statistiche inoltre dicono, nero su bianco, che nella società il numero di anziani sta aumentando celermente, che demograficamente gli over 55 sono sempre di più. «Nonostante ciò vogliono privarci di queste attività che contribuiscono al nostro benessere fisico e psicologico. Non è giusto», conclude Miriam Helpert. 
Uno spiraglio di speranza per queste persone si apre grazie alla mozione presentata dalla consigliera comunale Maria Augimeri e firmata anche dal collega Justin Di Ciano, con la quale si chiede al comune di Toronto di dichiarare il Columbus Centre un patrimonio  storico da preservare. Se questo dovesse avvenire i piani di Villa Charities, organizzazione a capo del Columbus Centre e del Toronto Catholic School Board potrebbero saltare. Il progetto di riqualifica della zona ha suscitato fin dall’inizio tante perplessità e malcontento. Con la mozione della Augimeri che chiede a City Hall di far considerare dall’Heritage Preservation Services la struttura un bene storico, gli anziani riprendono a sperare.

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Mariella Policheni

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