Corriere Canadese

La prima pagina del Corriere dell'1 giugno 1954 dove già si parlava della Casa D'Italia
 
TORONTO - Mentre è partito il conto alla rovescia per il meeting di sabato, continua lo scontro sulla Casa d’Italia. 
Dopo mesi di silenzio da parte dell’advisory group creato per lo studio sulla possibile riqualifica della zona sulla quale sorge il consolato generale di Toronto, questo fine settimana finalmente gli italocanadesi avranno modo di conoscere gli ultimi sviluppi di una vicenda che sta appassionando la comunità. 
Ma come è stato documento nelle ultime settimane dal Corriere Canadese, la decisione di organizzare un meeting di sabato, rigidamente riservato a coloro chi si sarebbero registrati online, ha creato parecchi mugugni nella comunità. 
Tra i tanti che non hanno nascosto le loro riserve e si sono espressi pubblicamente ci sono stati il fondatore del Centro Scuola Alberto Di Giovanni e l’esponente del Comitato Tricolore Franco Misuraca. Ma il malcontento è stato piuttosto generalizzato, come dimostrano le numerose lettere e telefonate di lamentela giunte al Corriere in questi giorni.
L’ultima critica, in ordine di tempo, è arrivata dall’ex presidente del Comites Luigi Tosti, che ha deciso di scrivere una email alla quale ha risposto il console generale Giuseppe Pastorelli.
“In coerenza con le mie dichiarazioni sulle tematiche di interesse comune della comunità di Toronto e in sintonia di altre personalità di Toronto - scrive Tosti - voglio ancora una volta esprimerle il mio disappunto per le modalità della cosi chiamata pubblica consultazione sull’importante soggetto di Casa Italia”.
Il problema, secondo Tosti, è costituito “dall’orario, dal luogo e dall’obbligo di registrazione” 
“Non sono - continua - le modalità di avere una consultazione con  libera partecipazione e intesa ad incoraggiare il più numeroso pubblico possibile e avere una reale e fattiva partecipazione della comunità in questo importante soggetto come sarebbe doveroso”.
“Si parla spesso di trasparenza e partecipazione in teoria;  ma con rispetto di  fatti e impegni non si va di pari passo. Voglio aggiungere e chiedere inoltre:  non sarebbe  il ruolo dei componenti dell’Advisory Committee, con tutto rispetto per le persone che lo compongono, di usare in questo modus operandi  la massima trasparenza possibile al fine di debitamente informare il pubblico interessato e adempiere  il compito per il miglior interesse della comunità Italiana o Italo Canadese per alcuni?”.
Alle preoccupazioni dell’ex presidente del Comites di Toronto ha risposto direttamente il console generale. “Ti ringrazio per la tua e-mail - sottolinea Pastorelli - che mi permette di precisare alcuni aspetti tecnici riguardanti la riunione”.
“La decisione di tenere l’incontro di sabato mattina è intesa ad assicurare una ampia partecipazione, visto che durante la settimana siamo tutti molto impegnati. L’idea poi di fare la riunione in Consolato - aggiunge - origina semplicemente dal fatto che ritengo utile parlare del futuro di 136 Beverley al 136 di Beverley Street. Quanto infine alla richiesta di registrarsi inviando una email, essa è dettata dall’esigenza da parte nostra di sapere il numero indicativo dei partecipanti in modo da assicurarci che vi sia lo spazio sufficiente”. 
“Vi saranno - conclude Pastorelli - comunque altre occasioni di incontro vista l’importanza del progetto”.
Ma quali potrebbero essere le novità in vista per la Casa d’Italia? Su questo fronte, almeno per ora, bocche cucite sia da parte del consolato generale che dalla Cibpa. Nei mesi scorsi numerosi esponenti comunitari avevano riportato con preoccupazione le voci e le speculazioni mai smentite circa un possibile accordo di vendita del terreno sito al 136 di Beverly Street. C’era chi addirittura aveva ipotizzato cifre, acquirente e spartizione dei proventi tra le parti in causa. Ma questa ipotesi, almeno fino a questo momento, non ha trovato alcuna conferma.
Di fatto la polemica non si spegne. Anche perché, in teoria, ci dovremmo trovare in quella fase consultiva che in realtà non è mai iniziata e che avrà nel meeting di sabato il primo, importante passaggio dall’annuncio del 2016.
 Insomma, secondo alcuni esponenti comunitari l’incontro di sabato sarà semplicemente un meeting nel quale saranno presentati i risultati dello studio sulla fattibilità del progetto di riqualifica dell’area: la comunità, insomma, non dovrebbe trovarsi davanti al fatto compiuto, ma sarà informata sui progressi fatti dal progetto. 
Altri esponenti contattati dal Corriere Canadese, invece, non condividono affatto questo ottimismo e temono - così come sta avvenendo per il Columbus Centre - che uno dei luoghi più importanti per la comunità possa rischiare di essere demolito in nome del profitto. 
In ogni caso manca poco. Per partecipare al meeting in programma sabato 27 maggio alle 10am al consolato generale di Toronto, bisogna registrarsi a: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

About the Author

Francesco Veronesi

Francesco Veronesi

More articles from this author