Corriere Canadese

TORONTO - Un’interrogazione al ministro degli Esteri italiano sulla Casa d’Italia. 
È quanto ha presentato il Comitato Tricolore per mano dei delegati canadesi Carlo Consiglio e Franco Misuraca con l’obiettivo di informare le autorità italiane a Roma circa le preoccupazioni che stanno attraversando la comunità sul futuro del terreno sul quale sorge il consolato generale a Toronto. La vicenda, tra l’altro, nei mesi scorsi era stata sollevata anche dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero(Cgie) al ministro Angelino Alfano. “Casa Italia - si legge nell’interrogazione al ministro degli Affari esteri - è stata edificata nel secolo scorso nel periodo tra le due guerre dalla Comunità Italiana che ha finanziato interamente la costruzione, acquistando il terreno, nonché tutti i materiali necessari alla sua realizzazione. 
Nel 1940, allo scoppio del conflitto che vedeva Italia e Canada combattere su fronti opposti, il Governo Canadese ha requisito Casa Italia in quanto struttura di proprietà di una comunità proveniente da un Paese in guerra con il Canada”.
“Nel dopoguerra - continua il documento - il Governo Canadese ha restituito alla Comunità Italiana in Canada, e non al Governo Italiano, tutto il complesso Casa Italia che è diventato patrimonio della Comunità Italiana per essere destinato a sede del Consolato Generale di Toronto”.
“Con il passare del tempo, Casa Italia, oltre ad assumere una rilevanza dal punto di vista storico, artistico e culturale, è assurta ad emblema della Comunità italiana e delle sue battaglie per mantenere e riconoscersi, con tanti sacrifici ma anche tanto orgoglio, nelle radici del Paese d’origine”.
“In modo del tutto arbitrario - prosegue l’interrogazione ad Alfano - il Consolato di Toronto, il quale, si ribadisce, non ha alcun diritto di proprietà, essendo Casa Italia patrimonio della Comunità Italiana, ha di recente avallato il progetto finalizzato alla vendita dell’edificio del Consolato e delle aree di pertinenza”.
“Da tale vendita si ricaverebbero locali da destinare a sedi degli organismi di rappresentanza del Governo italiano a Toronto e, presumibilmente, una cospicua somma di denaro da inviare a Roma. La Comunità Italiana, con la sola esclusione di coloro che sono coinvolti nel citato progetto di vendita, si è dichiarata contraria a tale iniziativa”.
“Anche di recente - viene sottolineato - il Presidente del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero(Cgie) ha ribadito la gravità, dal punto di vista politico ed economico della decisione di vendere le sedi diplomatiche; quella che, a giudizio dell’interrogante, si configura come una vera e propria speculazione edilizia, reca un gravissimo danno all’immagine non solo della Comunità Italiana in Canada ma dell’Italia stessa nei confronti del Governo Canadese”.
Viene quindi chieste “se il Ministro sia al corrente di quanto sopra esposto e quali urgenti iniziative intenda porre in essere per evitare che la realizzazione del progetto di alienazione di Casa Italia rechi un danno non solo all’immagine della Comunità Italiana di Toronto bensì al Paese interno”. 
Insomma, la controversa vicenda si arricchisce di un nuovo capitolo in vista dell’incontro di domani mattina al 136 di Beverly Street, dove saranno presentati alla comunità gli ultimi sviluppi riguardo il piano di riqualifica del terreno sul quale sorge il consolato italiano a Toronto.
 

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Francesco Veronesi

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