Corriere Canadese

Stephanie Rizzo
 
TORONTO - Ieri,  il Corriere Canadese ha ricevuto nella sua nuova sede il sindaco di Veroli, Simone Cretaro, accompagnato dall’ex sindaco, Danilo Campanari  e due concittadini torontini, Aldo Quattrociocchi e Lorenzo Zeppieri, presidente e vice-presidente del Veroli Cultural Society. I signori Cretaro e Campanari erano in vista a Toronto per incontrarsi con la comunità verolana, una delle più note e numerose fra i laziali in Ontario.
 Più che intervista, la conversazione si è svolta in maniera informale per poter dare largo spazio alle idee e pensieri che legano i rappresentanti di origine verola. Riproponiamo gli aspetti del dialogo tra l’editore e il sindaco Simone Cretaro che ruotano al tema della rivalorizzazione della città come centro storico e culturale e di come attirare le nuove generazioni al territorio.
 Come mai il legame con la propria terra sta in un certo modo scemando rispetto a come era in passato? 
“Il vero problema è che per le generazioni che sono nate lì il legame è più forte e ancora vivo con la città di origine, mentre questo legame si rallenta nelle nuove generazioni. Legame, invece, che dovrebbe essere arricchito. Queste generazioni dovrebbero essere spronate. Bisogna spronare la curiosità di andare a visitare i luoghi di origine. Da un anno sono stati avviati diversi progetti nelle scuole in cui gli studenti raccontano la storia di Veroli per farla conoscere. Potrebbe essere interessante farvi vedere alcune di queste perché è la storia vista dagli occhi dei ragazzi. Potrebbe essere un modo per trasmettere un po’ di curiosità alle nuove generazioni”.
 A Veroli di certo c’è una cultura da raccontare. Un’esperienza da vivere che viene trascurata. Le persone devono essere invogliate a venire. Per una provincia come la Ciociara che ha una forte presenza qui a Toronto, ma anche in particolare a Windsor, quali sono le idee per aumentare la curiosità e rinvigorire il legame?
 “Secondo me, il discorso di aumentare questa curiosità e questo legame deve avere proprio come obiettivo le nuove generazioni. Proprio per la scoperta anche di una condivisione di valori che oggi non si riescono a percepire. Ho sempre sentito di gente dire di quanto in Canada ci sia più ordine e disciplina, ma in fondo questo è in un certo senso un aspetto che condividiamo anche noi in Italia. 
Quello è il tessuto del lavoro, dell’impegno, di poter condividere valori con le nuove generazione. Questo è un fattore molto importante perché è evidente che noi oggi viviamo anche un momento di turismo favorevole in cui molta gente viene in Italia per le solite mete come Roma,Venezia, Firenze, che attraggono tante persone, ma c’è anche un turismo diverso che vuole vedere la particolarità del borgo, della storia, delle tradizioni, della cucina, della cura del territorio.
Tutti aspetti che magari nelle grosse città non ci sono. Anche il rapporto di valori che si trova parlando con le persone del posto, curiosità che sono attinenti a piccoli centri come i nostri dove, ad esempio, le persone chiedono delle balie merulane. Questo è il dato che viene maggiormente apprezzato da chi viene da fuori. La cucina tipica, il rapporto con il proprietario dell’osteria. Questi aspetti che creano un contatto diretto ci favoriscono perché molte persone oggi vanno alla ricerca di questi elementi. Tante delle case prima inusate adesso sono state adibite a B&B proprio finalizzato al nuovo tipo di turismo che viene lì per conoscere la storia, da Santa Maria Salome, San Giacomo, San Giovanni, la Scala Santa, il percorso delle abazie.
È un aspetto oggi rilevante e trova tanto interesse da parte di molte persone, anche stranieri. Trovarsi ad esempio di fronte a un borgo, alla strada con i san pietrini, è un contesto che crea un certo fascino. Tutto questo da considerare con tutti gli elementi che si cerca di realizzare per unire quello che è l’aspetto culturale al far conoscere la realtà del posto. Questo processo è già in fase di evoluzione”.
Cambiamo un po’ il discorso e andiamo a un tema che influisce tanto sia sulla cultura che sull’economia, cioè la politica.  Ci sono grandi cambiamenti in aria. Dal vostro punto di vista, la politica in Italia come sta andando?
“Va come va in tutto il mondo. Oggi tanta gente vive in difficoltà e la voglia di approfondire, di aggiornarsi è poca nonostante le tante informazioni che, in un certo senso, disinformano. Il canale di maggiore informazione è internet e su internet le fake news vengono gestite a piacimento dai vari schieramenti e persone.
E quella che prevale è la rabbia nella difficoltà che uno vive e di cui è facile preda dei populismi e di quei partiti che alimentano proprio questa rabbia, questa sofferenza e andare a carpire il consenso dei tanti scontenti. Oggi chi partecipa lo fa per stare contro. Non ha quello spirito per costruire, per condividere e capire le difficoltà. 
La partecipazione che tutti invocano richiede conoscenza e approfondimento delle problematiche. Purtroppo adesso questa voglia di conoscenza non c’è da parte di nessuno. Ciò che prevale è la rabbia. E questo è un aspetto che noi rileviamo anche dall’estero.
Non siamo solo noi a vivere queste situazioni. Si deve analizzare il contesto, la situazione economica, lo stato emotivo, il livello della comunicazione. Sono tutti aspetti che poi incidono sul dato politico. 
Penso che la maggior parte dei giovani che si disinteressa a ciò che succede lo fa perché magari stanno vivendo una situazione di difficoltà nello studio, nell’accesso al mondo del lavoro, nell’avere una prospettiva nel futuro, e questo porta a lamentarsi e dire che tutto quello che c’è non va bene”.
Sappiamo che non è sempre tutto così. Signor Sindaco, e Consigliere Campanari, vi ringraziamo della vostra disponibilità e vi auguriamo buona permanenza.