Corriere Canadese

TORONTO - Il malcontento lievita, la comunità si mobilita sempre di più, il Consiglio di North York approva la raccomandazione contraria al piano di demolizione e, dulcis in fundo, il deputato provinciale Mike Colle chiede al ministro dell’Istruzione Pubblica Mitzie Hunter di non trasferire al Toronto Catholic District School Board i 32 milioni stanziati per la costruzione di un nuovo edificio per la Dante Alighieri Academy. 
Pur di scongiurare la demolizione del Columbus Centre e la costruzione di un edificio destinato ad ospitare sia la scuola superiore che il centro comunitario, è stata chiamata in causa il ministro Hunter. «Non si può costruire una nuova scuola, pur se necessaria, distruggendo il Columbus Centre», ha detto giorni fa Colle. E il ministro Hunter si è vista costretta a questo punto a prendere posizione. 
È del 16 giugno la lettera inviata dal ministro alla chair del provveditorato cattolico di Toronto Angela Kennedy nella quale la Hunter chiede un incontro per poter “discutere le preoccupazioni prima che venga dato il via libera a procedere”. “Come saprà il ministro della Pubblica Istruzione ha approvato nel 2011 lo stanziamento di $32.8 milioni per una nuova scuola per la Dante Alighieri Academy, così come la condivisione dello spazio con Villa Charities per una struttura didattica e culturale all’incrocio di Dufferin Street e Lawrence Avenue West - è il preambolo del ministro dell’Istruzione - è stato portato alla mia attenzione che c’è una significativa preoccupazione nella comunità riguardo l’attuale piano di sviluppo per il progetto di una scuola per la Dante Alighieri Academy e la partnership con Villa Charities, incluse anche le preoccupazioni espresse pubblicamente dalla trustee del Ward 5 del TCDSB Maria Rizzo, dal consigliere Josh Colle e dall’mpp Mike Colle”.
La rivolta della comunità, dopo aver scoperto il progetto approvato dal board cattolico di Toronto e da Villa Charities, sta diventando giorno dopo giorno più decisa.  Di assistere inerti alla demolizione del Columbus Centre, chi 35 anni fa ha contribuito alla sua costruzione e chi oggi lo frequenta, non ne vogliono proprio sapere e stanno lottando con le unghie e con i denti per far bocciare un progetto basato su celati interessi economici di pochi a scapito della comunità. “Sono a conoscenza che il consiglio della città di Toronto ha approvato una mozione nella quale viene chiesto che il Columbus Centre venga preso in esame per essere incluso nell’Heritage Register della città - scrive ancora la Hunter - il risultato di questo procedimento potrebbe influenzare la possibilità che il progetto proceda come era stato pianificato”.
Non fa giri di parole e non lascia intendere una situazione favorevole per il TCDSB il ministro Hunter: il suo, al momento, è un no deciso al progetto in attesa di ulteriori sviluppi della situazione e di un incontro con la chair Kennedy. Nulla può essere deciso, precisa la Hunter, senza l’approvazione del Ministero della pubblica istruzione. “Affinché il progetto vada avanti il TCDSB necessiterà dell’approvazione del ministero dell’Istruzione ed il Board deve ancora richiedere questa approvazione. Tenendo conto delle preoccupazioni già esposte le scrivo per richiedere un meeting per discutere queste problematiche prima che venga data l’autorizzazione a procedere”.
Intanto un folto gruppo di persone, tra le quali il ministro Laura Albanese e il deputato provinciale Mike Colle, venerdì scorso si è riunito al Columbus Centre ma secondo alcuni manifestanti è stato allontanato dall’edificio ed invitato a rimanere nella zona pubblica di fronte. Contattato dal Corriere Canadese per saperne di più in merito, il Ceo e presidente di Villa Charities Anthony DiCaita, non ha risposto fino al momento in cui il giornale è andato in stampa.

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Mariella Policheni

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