Corriere Canadese

TORONTO - «Il ministro Hunter ha chiesto di incontrare Angela Kennedy dal momento che il governo ha stanziato i $32.8 milioni al Toronto Catholic District School Board. Villa Charities, che tramite il suo Ceo e presidente Anthony DiCaita ha detto che sarà felice di cogliere l’opportunità di partecipare alle discussioni con il Ministro, in realtà non ha voce in capitolo». 
Mike Colle è sul piede di guerra quando si parla del Columbus Centre e del progetto di demolirlo che porta la firma di Villa Charities e del provveditorato cattolico di Toronto. Il ministro dell’Istruzione è intervenuto in seguito alla richiesta del deputato provinciale di bloccare lo stanziamento dei 32.8 milioni di dollari per la costruzione di un nuovo edificio per la Dante Alighieri Academy: il ministro, considerata la rivolta popolare che ne è seguita e la possibilità che il Columbus Centre possa essere incluso nell’Heritage Register della Città vuole vederci chiaro prima di trasferire il denaro per un progetto che la comunità non vuole e che di conseguenza partirebbe con il piede sbagliato.
Quel che a Colle proprio non va giù è che la costruzione di una nuova scuola per gli studenti della Dante Alighieri è stata procrastinata da sei anni, da  quando cioè sono stati stanziati perchè ci si trovava di fronte ad una situazione di emergenza dettata dal crescente numero di iscrizioni e dalla presenza di conseguenza di 22 portable. Ma non è solo questo a far riflettere sul modo con cui ai dirigenti del TCDSB hanno gestito questa vicenda. «È incredibile come abbiano cambiato idea ogni sei mesi sul sito dove costruire il nuovo edificio per la Dante - continua il deputato provinciale - dapprima volevano edificarla sul lato nord di Lawrence, poi su Dufferin Street ed ancora sul terreno a sud-ovest della Regina Mundi, la scuola elementare adiacente all’attuale edificio della Dante. La conclusione è che non l’hanno mai costruita e ora, per farlo, in accordo con il board di Villa Charities, vogliono smantellare il Columbus Centre».
Aver portato avanti in sordina un progetto che non incontra i favori della comunità è stato un atto  che ha minato la fiducia verso il provveditorato cattolico di Toronto e verso Villa Charities. «In questo momento il board non dovrebbe costruire proprio niente - aggiunge Colle - il comportamento adottato ha minato la fiducia della gente».
L’altolà della Hunter è stato di fatto uno schiaffo sonoro ad un progetto che sembrava essere in dirittura di arrivo. Al momento, secondo l’mpp Colle, Villa Charities cerca di fare buon viso a cattivo gioco nella speranza che alla fine tutto andrà per il verso giusto. Che il progetto, insomma, diventerà realtà. «Non credo che siano molto sereni in questo momento - continua Colle - credo che, come si suol dire, stiano mettendo su una faccia felice. Di certo la preoccupazione serpeggia e i meeting di emergenza sono frequenti. Questa battuta di arresto di certo non è stata gradita».
Nervosismo e timore sono anche quel che prova, in questo momento delicato, il personale impiegato al Columbus Centre. La demolizione dell’edificio attuale e la costruzione di quello da condividere con il Toronto Catholic District School Board, dicono molti dipendenti, si tradurrà automaticamente in tanti posti di lavoro persi. 
Intanto la chair del TCDSB  Angela Kennedy, alla quale domenica scorsa abbiamo chiesto un commento riguardo la lettera che il ministro Hunter le ha inviato, continua a rimanere in silenzio.

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Mariella Policheni

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