Corriere Canadese

TORONTO - Lo ha scritto nella lettera inviata ad Angela Kennedy, lo ha ribadito anche di fronte a Tony Varone e a Maria Rizzo alla presenza dell’mpp Mike Colle. Il ministro della Pubblica Istruzione Mitzie Hunter come si suol dire, ha preso il toro per le corna, ed ha opposto il suo secco no ai 32.8 milioni di dollari da trasferire al Toronto Catholic District School Board. 
Non ha temporeggiato, non ha lasciato intendere nulla che non fosse un diniego preciso e fermo allo stanziamento dei fondi per la costruzione di un nuovo edificio per la Dante Alighieri Academy, la Hunter, dopo che il deputato provinciale Mike Colle le ha chiesto lo stop perché alla comunità  questo progetto, che implica la demolizione del Columbus Centre, proprio non va giù. E così, in attesa di un progetto diverso, la Hunter ha messo un freno alle speranze del TCDSB e di Villa Charities. Che il Columbus Centre potrebbe essere dichiarato “heritage site”, che sulla questione deve pronunciarsi l’Ontario Municipal Board (OMB), che la comunità si oppone in maniera decisa alla demolizione del Columbus Centre - ragioni addotte dal ministro per giustificare il suo no - lo sapeva anche il Toronto Catholic District School Board. Che però, pur di proseguire sulla via intrapresa con Villa Charities, ha chiuso gli occhi e le orecchie di fronte a tutto questo. Come dire, questo è il progetto e questo progetto deve diventare realtà, costi quel che costi dimenticando il desiderio, legittimo, della comunità di non voler cambiare una virgola al Columbus Centre così come è da oltre 35 anni a questa parte. Di vederlo distrutto, poi, neanche a parlarne. «Questo progetto ha danneggiato la reputazione di Villa Charities ma anche quella del provveditorato cattolico di Toronto - ha detto qualche giorno fa un infuriato Mike Colle - come può il board appoggiare questo progetto quando da 60 anni a questa parte sono proprio gli italocanadesi i sostenitori numero uno dell’insegnamento cattolico a Toronto?».
Tenere conto della frustrazione e della contrarietà della comunità italiana che questo progetto, che include la demolizione del Columbus Centre, lo vede come un attacco ad un simbolo, ad una icona della comunità italiana a Toronto, è quello che il board cattolico di Toronto, oltre naturalmente quello di Villa Charities, avrebbe dovuto fare. Il progetto, al quale il ministro ha opposto un netto rifiuto, nelle condizioni attuali non vedrebbe la luce sotto i migliori auspici. Tutt’altro. Gli animi sono accesi, la lotta tra la comunità, il consigliere comunale della zona, il deputato provinciale e altri ancora da un lato, Villa Charities e il TCDSB dall’altro, diventa ogni giorno più aspra. La distruzione del Columbus Centre appare sempre più come una violenza, una imposizione dall’alto che ignora completamente il processo democratico e la volontà di chi questo centro italian-style l’ha costruito con le proprie donazioni, talvolta anche con il proprio lavoro. «Gli italocanadesi, per farlo diventare realtà, ci hanno messo il cuore - ha detto Severino Martelluzzi che al tempo ha contribuito alla raccolta fondi - non si tratta solo di aver fatto delle donazioni ma di aver creduto in questo progetto che ci ha reso orgogliosi come comunità italiana. I sacrifici sono stati tanti ma sono stati fatti per la realizzazione di un sogno». Un sogno che adesso rischia di andare in frantumi per mano di Villa Charities e del board cattolico di Toronto.

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Mariella Policheni

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