Corriere Canadese

TORONTO - «Quel che ho notato è che sembra esserci una lotta intestina tra la vecchia guardia e la nuova. Bisogna essere ciechi per non vederla». Per il trustee del Toronto Catholic District School Board Mike Del Grande non c’è alcun dubbio che all’interno di Villa Charities, e del Columbus Centre in particolare, è in corso uno scontro tra la dirigenza del passato e quella attuale. 
Non esiste, fa notare il trustee del ward 7, una visione comune per il futuro del centro comunitario inaugurato il 10 ottobre del 1980. 
Che poi anche la comunità sia in rivolta è un dato di fatto. «Ritengo che non siano state fatte sufficienti consultazioni con la gente, che i residenti siano stati messi per così dire, quasi di fronte al fatto compiuto - aggiunge Del Grande - in pratica la comunità non ha potuto dare nessun suggerimento. Mentre noi del board abbiamo fatto la nostra parte, il gruppo di Villa Charities avrebbe potuto informare meglio la gente riguardo il progetto».
Un progetto al quale in seguito alle rimostranze della comunità, alla possibilità che il Columbus Centre venga dichiarato “heritage site” e alla decisione che sarà presa in data ancora da definire dall’Ontario Municipal Board, il ministro della Pubblica istruzione Mitzie Hunter ha intimato l’altolà. «Il ministro ha dato tempo fino alla fine dell’estate per modificare il progetto e in sostanza per mettersi d’accordo - fa notare Del Grande - nel frattempo 1.200 studenti sono tenuti in ostaggio».
Che il provveditorato cattolico di Toronto sia più che desideroso di costruire una nuova scuola per gli studenti della Dante Alighieri è evidente. «Il board vuole costruire un nuovo edificio perchè tanti studenti sono costretti a seguire le lezioni nei portable - dice il trustee - è vero che il denaro è stato stanziato dal governo nel 2011 ma sfortunatamente ci siamo imbattuti in vari problemi che hanno rallentato il processo che porta alla costruzione di una nuova scuola».
Sono varie le motivazioni elencate dal trustee per spiegare la mancata costruzione di una nuova scuola considerato che, a detta del TCDSB, già sei anni fa ci si trovava in una situazione di emergenza. «Il fatto è che un certo numero di case dovevano essere espropriate per poter costruire la nuova Dante e questo  sarebbe stata già un grosso problema, avrebbe scatenato una controversia - spiega Del Grande - inoltre la scuola doveva essere costruita su Playfair ma il consigliere comunale Josh Colle non era d’accordo sul luogo a causa del traffico considerato che ci sono già anche gli studenti della scuola elementare Regina Mundi. Queste sono quindi le due ragioni principali che ci hanno costretto a tenere in cantiere il progetto oltre al fatto che le scuole pubbliche della zona, che sono state contattate dalla trustee Maria Rizzo, non hanno voluto vendere il proprio terreno al board cattolico».
Inoltre, spiega Del Grande, sono fallite anche le trattative con le Daughters of St. Paul che si trovano 3022 Dufferin Street: «Il board cattolico di Toronto voleva acquistare il loro terreno ma dopo due anni le trattative sono finite in un nulla di fatto - ricorda Del Grande - a questo punto unirsi a Villa Charities e costruire assieme un edificio moderno e funzionale che possa essere usato da entrambi è stata vista come una grossa opportunità».
Una opportunità alla quale anche il ministero dell’Istruzione aveva dato il suo benestare. «È proprio il governo a volere che le scuole siano “hubs”, punti fulcro nella comunità per cui in questo modo la Dante e Villa Charities avrebbero seguito la policy del governo che chiede di costruire assieme e condividere lo spazio - dice ancora il trustee Del Grande - inoltre non bisogna dimenticare che sia la scuola che il Columbus Centre hanno circa 50 anni di vita e necessitano di ristrutturazioni, di essere rimodernati ed una nuova costruzione, moderna ed efficiente, risolverebbe questi problemi».
Mike Del Grande, pur riconoscendo lo scontento della comunità italocanadese che ha costruito il Columbus Centre facendo diventare realtà un sogno, ritiene che sia giunto il momento di guardare al futuro in modo positivo e costruttivo: «Capisco che il Columbus Centre sia motivo di orgoglio per tutti gli italiani che hanno contribuito alla sua costruzione  ma occorre anche considerare che  se si può avere qualcosa di più funzionale e più moderno non bisogna dire no, non bisogna impuntarsi e bocciare il progetto - conclude Del Grande - Per alcuni il problema è che nel nuovo edificio non troveranno spazio la libreria e la galleria d’arte ma in realtà non è detto, si può ancora modificare il progetto. Ma ci deve essere la volontà di capire ed essere disponibili ai cambiamenti».
 
Nell’edizione di domani proveremo ad avere le reazioni da parte della nuova dirigenza di Villa Charities e del consigliere comunale Josh Colle.

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Mariella Policheni

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