Corriere Canadese

TORONTO - Un italocanadese su cinque utilizza regolarmente la lingua italiana a casa. È quanto emerge dall’ultima tranche del Censimento 2016 presentata ieri da Statistics Canada che si focalizza sulle lingue parlate tra le quattro mura domestiche nel nostro Paese. Stando ai dati dell’Istituto nazionale di statistica, infatti, sono ben 318.245 le persone che in famiglia preferiscono parlare in italiano, su un totale di circa 1,5 milioni di canadesi di origine italiana. 

I dati del rapporto, a dire il vero, delineano uno scenario in chiaroscuro. Da un lato si assiste a un generalizzato indebolimento rispetto al passato di tutte le lingue europee, fatta eccezione dello spagnolo che invece cresce soprattutto per l’apporto migratorio fornito dai Paesi del Sud e del Centro America. 

E questo ha ovviamente a che fare con le politiche migratorie del passato governo conservatore che hanno favorito l’immigrazione soprattutto dall’Asia. Dall’altro, però, l’italiano continua ad essere la lingua europea maggiormente parlata a casa dopo lo spagnolo (parlato da 553mila persone). La bella lingua supera il tedesco (271mila), il portoghese (213mila), il russo (194mila), il polacco (158mila) e il greco (114mila).

A livello generale, se si escludono le due lingue ufficiali del Canada - inglese e francese - a fare la parte del leone sono le due principali lingue cinesi, il mandarino e il cantonese (utilizzate in famiglia rispettivamente da 641mila e 594mila persone). Sul podio sale il punjabi indiano a quota 568mila, seguito dallo spagnolo, dal Tagalog-filippino (525mila), dall’arabo (514mila) e dall’italiano, che si posiziona al settimo posto della graduatoria generale.
Seguono quindi il tedesco, l’urdu (lingua parlata in India e Pakistan) utilizzato a casa da 264mila persone, il persiano-farsi (225mila), l’Hindi (174mila), il Tamil (171mila) e il vietnamita (171mila).
In totale - conclude il rapporto di StatsCan - sono circa 7,4 milioni i canadesi che parlano una lingua straniera tra le quattro mura domestiche.

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Francesco Veronesi

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