Corriere Canadese

TORONTO - Patrick Brown accetterà le nomination dei suoi candidati solamente quando avrà luce verde da parte di un revisore esterno. La decisione del leader del Progressive Conservative si è resa necessaria dopo le denunce di numerose associazioni locali del partito dove la nomina di un candidato è stata ferocemente contestata dagli avversari. Brown ha deciso così di affidarsi alla PricewaterhouseCoopers (PwC), una compagnia di consulenze e verifiche del settore privato, che in sostanza dovrà controllare il rispetto delle procedure previste dal partito nella sessantina di circoscrizioni sparse in tutto l’Ontario che ancora devono eleggere il proprio rappresentante in vista del voto provinciale del 7 giugno 2018.
Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le polemiche a livello locale, con alcuni candidati che hanno accusato gli avversari - membri dello stesso partito - di non aver rispettato le regole e di aver in sostanza manomesso le regolari procedure relative alla nomine.
Uno dei casi più eclatanti, riportato dal Corriere Canadese, era quello che aveva coinvolto Konstantin Toubis nel nuovo distretto di King-Vaughan. Toubis, già candidato a livello federale nel 2014 nelle fila del Partito Conservatore guidato allora dal primo ministro uscente Stephen Harper, aveva accusato la dirigenza del partito di aver bocciato la sua candidatura senza una spiegazione, violando tra l’altro lo stesso regolamento del Progressive Conservative. Il presidente del partito, Rick Dykstra, aveva difeso la decisione della dirigenza, definendo le regole “delle semplici linee guida suggerite”, una spiegazione che aveva suscitato una nuova ondata di polemiche. Nel meeting nel quale si doveva votare per la nomina del candidato era stato necessario addirittura chiamare la polizia per calmare gli animi. 
La decisione di Brown secondo Toubis arriva troppo tardi, anche perché il controllo sul rispetto delle procedure non avrà effetto retroattivo. 
“La domanda da fare - si chiede Toubis in un post su Facebook - è chi li ha assunti (i revisori della PwC, ndr) e qual è il senso di questa azione, visto che le poche persone che hanno creato questo casino in molti distretti sono gli stessi dirigenti del partito”.
Lo scorso weekend la presidente dell’associazione di partito di Ottawa West Nepean, Emma McLennan, aveva scritto a Brown sottolineando le sue preoccupazioni circa la regolarità del voto per la nomination. Nell’urna infatti sono state trovate 28 schede in più rispetto al numero dei regolari iscritti al voto. E il risultato tra i due candidati è stato deciso al fotofinish: Karma MacGregor, infatti ha battuto lo sfidante Jeremy Roberts per appena 15 voti. E se il direttore esecutivo del partito Bob Stanley ha certificato la vittoria di MacGregor, l’altro candidato ha lanciato una richiesta formale d’appello.
La polemica è stata poi alimentata anche dal duro scontro che sta avvenendo a Newmarket-Aurora, dove la vittoria dell’8 aprile di Charity McGrath Di Paolo è stata duramente contestata per presunte violazioni delle procedure previste dal regolamento, che tuttavia devono ancora essere accertate.
Insomma, il clima interno ai conservatori provinciali è arroventato, nonostante i sondaggi continuino ad identificare il Progressive Conservative come il partito da battere all’appuntamento elettorale del prossimo anno.
 
 
 

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Francesco Veronesi

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