Corriere Canadese

TORONTO - Il governo provinciale cambia marcia e accelera sul fronte del lavoro. Oggi la premier Kathleen Wynne e il ministro Kevin Flynn presenteranno quella che potrebbe essere la maggiore riforma di settore degli ultimi trent’anni. Il governo in sostanza annuncerà la sua risposta ufficiale al rapporto Changing Workplaces Review nel quale sono contenute ben 173 raccomandazioni sul miglioramento delle condizioni di lavoro in Ontario. Stando alle previsioni della vigilia, l’esecutivo provinciale annuncerà una serie di misure che accoglieranno solamente in parte le conclusioni del rapporto. È comunque certa, da un lato, la volontà della premier di mettere per iscritto un sostanziale incremento della paga minima nella provincia, che oggi è ferma a 11.40 dollari all’ora. 
Probabilmente non si arriverà subito al target dei 15 dollari all’ora, mentre è prevedibile un percorso a tappe graduali che contenga un progressivo aumento nell’arco dei prossimi anni.
Oltre a questo sarà portato sul tavolo di discussione il principio di proporzionalità nella retribuzione tra lavoratori a tempo pieno e quelli part-time: a parità di lavoro svolto - dice la premier - deve corrispondere un’eguale retribuzione.
Il governo poi ha intenzione di dare un giro di vite alla pratica, molto comune nelle aziende dell’Ontario, di assunzione di lavoratori come liberi professionisti o consulenti esterni e questo per far sì che la compagnia non si debba fare carico dei contributi pensionistici e di altri benefici. Oltre a questo, il governo sta valutando l’ipotesi di introdurre un minimo di tre settimane di vacanze obbligatorie e di eliminare alcuni ostacoli per la presenza dei sindacati nelle aziende più piccole.
Ma il compito più difficile per l’esecutivo sarà quello di trovare il giusto equilibrio in questa riforma tra le esigenze dei lavoratori dipendenti e quelle dei datori di lavoro.
Le linee guida del governo sul fronte della riforma del mondo del lavoro erano state delineate dalla stessa Wynne il mese scorso durante un discorso pubblico tenuto a Hamilton. 
“Le imprese dell’Ontario - aveva dichiarato la Wynne - non sono mai state così brave nel creare ricchezza, ma sembra che vi sia una difficoltà oggettiva: assicurarci che questi benefici siano condivisi largamente ed equamente”.
Nasce quindi da questa esigenza la riforma del mondo del lavoro in Ontario. “Dobbiamo - aveva aggiunto la premier - semplicemente fare di più, non possiamo solo proteggere gli stipendi delle persone e la loro abilità di guadagnare per vivere bene. Dobbiamo lavorare per creare un’economia giusta che fornisca opportunità e sicurezza economica per tutti quanti”.
“Questo - aveva ribadito - si deve tradurre in posti di lavoro con benefici decenti, dove i datori di lavoro rispettino gli obblighi che hanno verso i loro dipendenti. Questo, inoltre, significa anche che vi siano buone pensioni”.
Adesso bisognerà vedere quale sarà la reazione degli altri partiti. La leader dell’Ndp Andrea Horwath nelle ultime settimane ha chiesto alla premier, in più di un’occasione, di accelerare sul fronte della paga minima, andando immediatamente a quota 15 dollari all’ora. Patrick Brown del Progressive Conservative per ora non è uscito allo scoperto, anche se è prevedibile una forte opposizione alla riforma liberale.

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Francesco Veronesi

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