Corriere Canadese

TORONTO - Paga minima, farmaci gratuiti per gli under 24, costi dell’energia elettrica. Queste tre importanti riforme annunciate e attivate dalla premier Kathleen Wynne saranno al centro della battaglia elettorale che porterà al voto provinciale del prossimo anno. I tre principali partiti in corsa per Queen’s Park dovranno per forza di cose confrontarsi su questi tre temi e molto probabilmente l’esito finale della consultazione elettorale sarà deciso proprio dalle risposte che i tre leader sapranno dare alla sfida lanciata dal governo in carica. Nello specifico, le modifiche apportate dall’esecutivo liberale sul fronte delle bollette della luce sono già entrate in vigore, con un taglio complessivo - deciso in due scaglioni - che ha raggiunto il 25 per cento rispetto ai costi sostenute dalle famiglie dell’Ontario nel 2016. La riforma delle ricette farmaceutiche, invece, entrerò in vigore a partire dal gennaio 2018: in sostanza, tutte le persone con 24 anni o meno non dovranno più pagare le medicine che necessitano di ricetta medica. La rivoluzione nel settore lavorativo, invece, entrerà in vigore in maniera progressiva. Già da ottobre le paghe minime saliranno da 11.40 a 11.60 dollari all’ora. Da gennaio il balzo arriverà a 14 dollari all’ora, mentre a partire dal 2019 la paga minima in Ontario sarà di 15 dollari all’ora.
I liberali. Il compito della premier liberale Wynne è probabilmente il più semplice, almeno sulla carta. Si tratterà semplicemente di difendere le sue riforme e di assicurarsi che l’implementazione e la realizzazione dei cambiamenti arrivino con il minor numero possibile di scossoni. Gli elettori andranno alle urne dopo aver goduto per 6 mesi degli aumenti della paga minima e del risparmio su  medicinali molto spesso costosissimi.
I neodemocratici. Andrea Horwath si trova in una situazione scomoda. La leader ndippina per anni ha sostenuto la necessità di aumentare la paga minima fino a 15 dollari. Ora che il suo piano è stato realizzato dalla premier liberale, la Horwath sarà costretta a schierarsi a favore di un’iniziativa della rivale politica. Sul fronte dei farmaci l’Ndp ha proposto medicinali gratuiti per tutti gli under 65: ma non tutti i 4.400 che necessitano di ricetta medica, ma solo 125 definiti essenziali. 
I conservatori. E qui viene il difficile. Patrick Brown ha attaccato per mesi il governo per le bollette della luce alle stelle, ma alla prova dei fatti ha votato contro il taglio del 25 per cento senza fornire un piano alternativo. Il leader conservatore si è poi detto contrario all’aumento delle paghe minime e anche in questo caso non ha offerto una soluzione diversa. Sul pharmacare, Brown ha bocciato la riforma senza fornire però un programma dettagliato da proporre agli elettori.
 

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Francesco Veronesi

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