Corriere Canadese

TORONTO - Il mercato immobiliare registra una nuova pesante frenata a luglio. La conferma arriva dai nuovi dati presentati ieri dal Toronto Real Estate Board (TREB) che rilevano, per il terzo mese consecutivo, una contrazione dei prezzi nelle abitazioni di Toronto e un crollo verticale nel numero delle compravendite. È proprio quest’ultimo dato quello maggiormente significativo per spiegare un mercato immobiliare che, dopo l’euforia del primo trimestre del 2017, è andato incontro a una fase di raffreddamento dovuta in parte anche ai provvedimenti attivati dal governo provinciale. Su base annuale, a luglio si è registrato un meno 40,4 per cento nel numero delle vendite delle case a Toronto. Per quanto riguarda i prezzi, invece, rispetto al mese precedente c’è stata in media una contrazione tutto sommato modesta - pari al 6 per cento - bilanciata dal dato annuale, che invece rimane positivo e continua a viaggiare attorno al più 5 per cento.
Andando a spulciare le singole voci del rapporto presentato dal TREB, si scopre che continuano ad esserci delle differenze sostanziali anche per quanto riguarda le diverse tipologie abitative a Toronto.
Nelle compravendite, ad esempio, sono le villette indipendenti - detached house - a registrare il calo più consistente, con un meno 47,4 per cento rispetto ai passaggi di proprietà avvenuti nel luglio del 2016. Per  gli appartamenti, invece, la contrazione non ha superato il 30 per cento.
Su base annua, se le villette indipendenti hanno subito un aumento del prezzo su base annua del 4,9 per cento, gli appartamenti hanno invece visto un’impennata dei prezzi che si attesta attorno al 23 per cento.
Insomma, quella scattata dal Toronto Real Estate Board è un’istantanea in chiaroscuro. Di certo, dopo tre mesi consecutivi di calo dei prezzi medi, possiamo tranquillamente confermare che il mercato immobiliare a Toronto si sia finalmente raffreddato. Gli esperti continuano a sottolineare come non si tratti di una crisi vera e propria, ma di un rallentamento momentaneo che potrebbe comunque finire molto presto. L’incidenza della tassa sugli acquirenti stranieri ha sicuramente pesato, anche se - ripetono gli analisti - si è fatto sentire soprattutto l’aspetto psicologico e non quello reale, visto che gli stranieri rappresentano una fetta marginale degli acquirenti a Toronto e nella Gta. Quando a Vancouver - l’altra grande piazza immobiliare del Paese - venne introdotta una tassa simile, il mercato subì un significativo rallentamento per quattro mesi, salvo poi ripartire a ritmi quasi uguali a quelli dei mesi precedenti. Ed è probabilmente ciò che accadrà anche a Toronto.

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Francesco Veronesi

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