Corriere Canadese

TORONTO - L’uragano, la tempesta perfetta che doveva abbattersi sui rapporti commerciali tra Stati Uniti, Canada e Messico si è rivelata una pioggerella estiva di passaggio. Il Nafta non verrà smantellato, ma semplicemente ritoccato in alcuni settori di marginale importanza. È quanto si evince, almeno, dalla lettura del documento di 18 pagine da parte del rappresentante al Commercio Usa Robert Lighthizer, una sorta di piano programmatico di obiettivi e intenti dell’amministrazione Trump in vista dell’avvio del negoziato vero e proprio, in programma il prossimo 17 agosto. Le priorità indicate nel rapporto sono abbastanza vaghe: si chiede una sostanziale crescita della penetrazione dei prodotti americani nel mercato canadese e in quello messicano, così come una più marcata liberalizzazione della vendita e dell’acquisto di prodotti online e la facilitazione della presenza delle banche americane negli altri Paesi Nafta.
Tra gli obiettivi dei negoziati statunitensi ci sarà anche quello della completa eliminazione dell’attuale meccanismo che regola e delibera di fronte ad eventuali dispute commerciali, come è il caso del softwood lumber. Washington quindi punterebbe a scavalcare l’arbitrato del Nafta per andare direttamente all’Organizzazione Mondiale del Commercio.
Ma non solo. Gli Stati Uniti cercheranno anche di stabilire un meccanismo che impedisca alle aziende canadesi e messicane di partecipare ad appalti pubblici a livello statale e municipale negli States, mentre Ottawa punterebbe ad arrivare a questo obiettivo sulla falsariga di quanto ottenuto con il Ceta, il trattato di libero scambio con l’Unione europea. E proprio questo potrebbe essere uno dei punti di maggior frizione nelle trattative del prossimo mese.
Per quanto riguarda il settore agricolo, l’amministrazione Trump punta a una maggiore tutela per i produttori di pollame e i caseifici americani, cercando di inserirli direttamente all’interno della revisione del Nafta. Secondo la tesi del presidente statunitense, il governo canadese sostiene ingiustamente questi settori attraverso sovvenzioni e sistema di quote fisse, mentre Ottawa ribadisce che il sistema messo in piedi negli scorsi anni non è in violazione dei principi del libero scambio con gli Stati Uniti.
Sempre ieri i premier delle Province e dei Territori canadesi riuniti ad Edmonton sono stati aggiornati delle ultime novità dall’ambasciatore canadese a Washington, David MacNaughton. Anche in questo caso il diplomatico ha rassicurato i leader provinciali sulla volontà di Washington di non stravolgere il Nafta.

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Francesco Veronesi

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