Corriere Canadese

TORONTO - Alle primarie del Pd potrà votare solo chi ha un documento d’identità italiano valido. O carta d’identità o passaporto, altrimenti niente voto per il prossimo segretario del Pd. Lo ha deciso lunedì la commissione per il Voto degli italiani all’estero del Partito democratico, creando il malcontento nei circoli per una scelta che rischia di limitare molto l’accesso al voto. All’estero infatti non sono pochi i casi di persone che hanno la cittadinanza italiana ma, per un motivo o per l’altro, non sono in possesso di un documento d’identità valido che lo dimostri. Sono però iscritte all’Aire, quindi possono comunque dimostrare di essere italiani.
Per questo motivo il segretario del circolo di Toronto Giuseppe Cafiso ha inviato un’interrogazione urgente alla commissione di Garanzia in Nord America e al presidente della commissione per il Voto degli italiani all’estero, Alessio Tacconi, chiedendo di poter includere utilizzare le liste Aire per verificare l’effettiva cittadinanza degli elettori. In questo modo anche chi ha solo documenti canadesi, potrebbe facilmente dimostrare di avere la cittadinanza e quindi votare.
Sembra un dettaglio tecnico, ma è una questione che riguarda diverse persone e soprattutto una decisione che trasmette un messaggio di chiusura e di esclusione totalmente in contrasto con l’idea stessa delle primarie aperte.
L’assurdo è che questa decisione esclude anche personaggi che si candidano a vita attiva nel partito. A Toronto per esempio non potrebbe votare Elio Costa, candidato all’Assemblea nazionale del Pd con la lista Renzi. E in teoria potrebbero essere esclusi dal voto anche gli iscritti al partito che hanno solo la cittadinanza canadese, perché per i circoli all’estero sarebbe indispensabile la cittadinanza italiana.
Insomma, la confusione è grande sotto il cielo delle primarie all’estero e secondo Francesca La Marca «ci potrebbe essere qualche cambiamento» da qui a domani. Martedì la deputata ha dato la cattiva notizia all’incontro a Toronto in cui venivano presentate le mozioni dei candidati e adesso lavora per far accogliere le modifiche proposte. «Speriamo che Roma ne prenda atto» dice preparandosi agli ultimi giorni di campagna per le primarie.
Ma se a Toronto ci si preoccupa di cambiare le specifiche date da Tacconi via mail, nei circoli di Ottawa e Montréal si dà per scontato che chi non ha documento italiano ma è iscritto all’Aire potrà votare.
«La politica si fa anche con il buonsenso - spiega il segretario di Ottawa, Antonio Giannetti - se il nostro obiettivo è allargare il più possibile il consenso attorno al nostro partito per me gli elettori sono tutti quelli iscritti all’Aire, la questione del documento è solamente formale».
Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario cittadino di Montréal, Giuseppe Continiello. «La preoccupazione c’è - spiega - ma la gente che viene a votare perché interessata che facciamo, la mandiamo via? Questa è una festa di partecipazione, chi viene lo fa perché ha interesse a partecipare a un momento di democrazia. Mi pare un avvitamento che allontana la gente al voto». Insomma, «i regolamenti sono fatti per essere rispettati», sottolinea, però è importante anche «utilizzare il buon senso politico».
Le certezze, per quanto riguarda il voto di domenica 30 aprile, sono i candidati: Michele Emiliano, Andrea Orlando e Matteo Renzi. 
Possono votare tutti gli iscritti al Partito democratico e gli elettori registrati all’Aire che abbiano compiuto 16 anni. Chi vota alle primarie dovrà registrarsi all’albo degli elettori del Pd e. Si vota domenica dalle 12 pm alle 6 pm e il circolo di Toronto ha organizzato quattro seggi in tutta la Gta dove sarà possibile votare. Il seggio 1 è all’Oshawa Italian Recreation Club al 245 di Simcoe St. South a Oshawa, il numero 2 è alla Union Travel Agency al 1270 di St. Clair Avenue West a Toronto, il numero 3 è all’ATEM al 4300 di Steeles Avenue West (unit 36) a Vaughan e il numero 4 allo Sportsbar al 2501 di Prince Michael Drive (Unit 19) a Mississauga.

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Leonardo N. Molinelli

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