Corriere Canadese

TORONTO - Il giorno dopo le primarie del Pd è dolce per i segretari dei circoli cittadini in Canada. Nonostante un risultato in netta controtendenza con quello italiano infatti, domenica i circoli canadesi del Pd hanno dimostrato un buono stato di salute portando ai seggi quasi 1700 persone (tre volte il numero dei votanti negli Stati Uniti). Felici gli orlandiani, che hanno conquistato la circoscrizione, ma anche i renziani, che hanno vinto in Italia e sono gli unici a portare una “canadese” in Assemblea nazionale.
«È stata una giornata strepitosa, sono felicissimo» dice al Corriere il segretario del circolo di Ottawa, Antonio Giannetti, dove ancora una volta la mozione Renzi ha raccolto il maggior numero di voti in tutto il Nord America. 
«Sono felicissimo innanzitutto del risultato nazionale - dice - È stato davvero un plebiscito e Matteo Renzi si conferma l’onda lunga della politica italiana. E sono felicissimo perché questo risultato brillantissimo consentirà ad Angela Maria Pirozzi di diventare delegato all’Assemblea nazionale».
Giannetti però non dimentica gli altri circoli canadesi. «Ottimo risultato anche quello di Montréal - ammette - chapeau a Giuseppe Continiello che si conferma un ottimo segretario». E si complimenta anche con i segretari di Vancouver e Toronto, Rocco Di Trolio e Giuseppe Cafiso, oltre che con il segretario Paese Mario Marra, «che è rientrato dal Messico e ha portato 200 voti alla lista di Orlando». 
«Siamo veramente una bella squadra qui in Canada e sono felicissimo di farne parte - prosegue Giannetti - da oggi lavoreremo tutti nella stessa direzione e vedere questi numeri mi inorgoglisce e mi dà la forza per continuare questo nuovo progetto politico che abbiamo iniziato qui in Canada, con questa nuova pagina che si apre sul panorama politico canadese».
Felice anche il segretario del circolo di Toronto Giuseppe Cafiso, che dopo l’allarme per i pochi votanti nel voto del circolo si è rifatto portando ai seggi oltre 300 persone domenica scorsa. 
«Siamo molto soddisfatti anche se sappiamo che in Italia è andata in maniera molto diversa - dice al Corriere - come anche nel caso del referendum (quello costituzionale del 4 dicembre scorso, ndr) il Nord America va controcorrente rispetto all’Italia». 
«Come coordinatore della mozione Orlando - spiega - sono molto soddisfatto del lavoro fatto in Canada e negli Stati Uniti. Come segretario del circolo sono soddisfatto che abbiamo avuto più di 300 persone che hanno partecipato». Questi risultati, sottolinea Cafiso, dimostrano che «c’è interesse per la politica italiana» e che «la comunità italocanadese mostra di nuovo il suo legame con l’Italia».
«A Toronto c’è una comunità che si interessa e questo promette bene per le elezioni politiche» conclude Cafiso, secondo il quale «ora che Renzi ha vinto credo sia onesto e doveroso dargli l’appoggio che si merita».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il segretario del circolo di Montréal, Giuseppe Continiello. Anche lui schierato con la mozione Orlando, alla quale il suo circolo ha portato da solo oltre la metà dei 1335 voti raccolti in tutta la circoscrizione.
«Questo risultato che abbiamo avuto a Montréal l’abbiamo avuto insieme, è corale - dice Continiello al Corriere - All’interno del partito è passato un messaggio bellissimo: “Unire l’Italia, unire il Pd”.  Il dato più interessante al di là della grande festa di partecipazione, del grandissimo lavoro del direttivo e della città che risponde è proprio questo: l’unità». 
«Qui in Canada - continua - abbiamo dimostrato di saper lavorare bene e insieme. Parlo di Giuseppe Cafiso, Rocco Di Trolio e anche Mario Marra. E sempre nel verso dell’unità va anche il fatto che siamo riusciti a lavorare bene anche con Antonio (Giannetti, ndr)».
Continiello sottolinea più volte che «abbiamo lavorato con un’idea molto precisa e questo messaggio dell’Unità l’abbiamo declinato tra di noi». «Con Antonio (Giannetti, ndr) che è del fronte opposto - aggiunge - abbiamo lavorato assieme anche per tracciare una differenza rispetto agli amici americani». 
«In Canada c’è una maturità diversa - conclude - il senso di unità tra noi della mozione Orlando e anche con gli amici renziani è quello che ci vuole nel Partito democratico: saper stare assieme».
Il segretario di Vancouver Di Trolio ci tiene invece a sottolineare che «l’affluenza in Canada è stata molto alta». La vittoria di Renzi non ha sorpreso Di Trolio, anche lui schierato con la mozione Orlando, che adesso auspica che il neo segretario «utilizzi questo consenso in modo unitario e inclusivo». «La cosa positiva - sottolinea il segretario - è che c’è una grande armonia tra i circoli in Canada. Si è creata una realtà importante dove si collabora, si va d’accordo e ci stiamo radicando sul territorio». Insomma, quella di domenica «è stata una bella manifestazione di democrazia e la gente, qua in Nord America ha dimostrato attaccamento alle cose italiane anche attraverso la politica. Abbiamo una comunità viva e in questo il Canada ha dato una bella prova di attaccamento all’Italia e alla democrazia».
Felice per la vittoria di Renzi anche la deputata della circoscrizione, Francesca La Marca. «Sono molto contenta del risultato ottenuto complessivamente da Renzi e che sia stato riconfermato come segretario» dice al Corriere La Marca, che era anche coordinatrice di circoscrizione della mozione Renzi e che preferisce non commentare i risultati in Nord America e a Toronto, dove a differenza del voto nei circoli stavolta la mozione del neo segretario ha perso.
«Come coordinatrice della mozione Renzi - dice - voglio ringraziare chi ha fatto parte della mozione Renzi di Toronto e ha lavorato sodo e nel modo giusto per sostenere Renzi».

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Leonardo N. Molinelli

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