Corriere Canadese

TORONTO - Anche stavolta sembra proprio che alle elezioni del Comites di Toronto si presenterà una sola lista. Ma a quanto pare non sarà una lista “condivisa” e così anche in questo caso le polemiche sembrano garantite. Le nuove elezioni del Comites torontino saranno il prossimo 14 luglio e lunedì 15 maggio scadono i termini per presentare le liste che si vogliono candidare con almeno 200 firme autenticate a sostegno. 
Proprio una questione legata alle firme è stata l’inizio della fine del precedente Comites e quelle polemiche hanno lacerato profondamente i rapporti nella comunità tanto da rendere altamente improbabile che si trovasse il modo di presentare una lista unitaria e condivisa che rappresentasse tutta la comunità. Al momento è ufficiale solo la lista “Uniti per la comunità”, una formazione con molti esponenti comunitari legati al Partito democratico e anche due ex componenti del vecchio Comites: Luca Buiani e Francesca Tibollo.
La lista presenta 16 candidati perfettamente divisi tra uomini e donne con nomi noti nella comunità come Odoardo di Santo e la giornalista Daniela Sanzone e sta ancora raccogliendo le firme per arrivare in tempo alla deadline di lunedì (nella tabella i luoghi dove firmare).
Chi invece potrebbe non iniziare nemmeno a raccoglierle le firme è il gruppo di persone intorno all’ex presidente dell’ultimo Comites Luigi Tosti, che però di certo non appoggia la lista “Uniti per la comunità”. 
«Questa è una lista di partito, non per la comunità» dice Tosti al Corriere spiegando che «volevamo fare una lista unica e ho avuto due o tre incontri con i rappresentanti dell’altra lista, ma a un certo punto loro hanno preferito andare da soli lasciando cadere l’ipotesi di una lista unica con rappresentanti della comunità».
Insomma, attacca Tosti, «il Partito democratico ha deciso di presentare una sua lista, questo è il motivo per cui hanno fatto tutto questo. Siccome sono al governo credono di poter comandare tutti».
Oggi a Toronto ci sarà un incontro per provare a mettere insieme una lista alternativa, ma «non posso assicurare che ci sia» dice Tosti, per il quale «i nomi ci sono, ma andare uno contro l’altro non fa il bene della comunità. Per lavorare per la comunità si deve lavorare insieme».
Eppure Tosti avrebbe già chiari i temi più importanti da affrontare per il prossimo Comites. Dallo «spreco di quattrini» per la Festa della Repubblica, per cui servirebbero «alternative per spendere meno soldi», alla questione di Casa Italia che è un «bene della comunità e se ci sono introiti che vengono da investitori dovrebbero essere per tutta la comunità e non solo per consolato e Cibpa come sento che sta succedendo». 
Ma anche il no al nuovo Columbus Centre, perché «ciò che è stato della comunità va preservato. Si può incorporarlo in un altro edificio più moderno ma non bisogna dimenticare quello che è stato fatto».
Secondo Tosti, «sarebbe stato meglio fare una lista unica e affrontare queste tematiche, invece hanno preferito fare una lista loro e non so se lo faranno. Il benessere della comunità deve essere portato avanti insieme non litigando gli uni con gli altri. Se devo lavorare lo devo fare per la comunità, non per un partito. Se devo dire una cosa a quelli del governo la devo dire perché sono l’unica rappresentanza della comunità e sulle tematiche le ho detto è il Comites che deve dire la sua». 
Dovesse restare una sola la lista da votare il prossimo 14 luglio, conclude Tosti, ne verrebbe fuori «un Comites divisivo» senza «una rappresentanza nitida che possa fare gli interessi della comunità al 100 per cento».

About the Author

Leonardo N. Molinelli

Leonardo N. Molinelli

More articles from this author