Corriere Canadese

Perchè solo femminucce e niente maschietti? Esigo l’applicazione della par condicio.
 Certe telefonate a volte ti pigliano in contropiede. Ma sono anche come un raggio di sole in una giornata di pioggia. Come pioveva, come pioveva. Ricordate quella vecchia melodia sussurata da Achille Togliani quando le canzoni avevano un senso?
 L’altro giorno, mentre l’acqua scorreve a catinelle, picchiando sul tetto, con un tic-toc tic-toc da   manicomio, ecco che suona il telefono. 
Humm, grugno io che quando in casa non c’è la signora manco ’pa capa che arrispondo alla telefonate.
Dall’altra parte del marchingegno arriva la squillante risposta:
«Pronto, sono io, come vanno le cose calciopallonistiche?».
Io sarebbe Elvira,  una giovanotta che era signorinella quando Achille Togliani cantava Quando Pioveva.
Si chiama come si chiama, ma ora la battezzo Elvira. Ha una coscenza profonda delle cose calciopallonistiche, come dice lei, ed una storia di quelle che andrebbe data da studiare alle generazioni che oggi hanno pappa e ciccia e nessuna meria storica.
L’Elvira è nata in Istria, quando questa regione era italiana. Dopo la guerra, gli istriani furono cacciati via da Tito e rimandati in Italia dove furono accolti di malagrazia. Elvira e altri istriani finirono in campi di profughi, quasi come oggi avviene con chi viene dall’Africa con i gommoni. I gommoni di allora erano i carri merce dei nuovi padroni della Jugoslavia.
 In uno di quei campi Elvira conobbe un aspirante portiere, Ettore, che aveva un idolo: Aldo Oliveri il numero uno dell’Italia che vinse il mondiale del 1938.
Per Elvira galeotto fu il pallone. Sposò il suo Ettore, che era di origine marchigiana, per qualche anno vissero nei dintorni di Napoli, poi a metà degli anni 50 si trasferirono in Canada.
Quando Ettore non era ancora andato aldilà, spesso mi raccontava la sua vita di doppio profugo e di come fosse diventato tifoso dell’Inter dopo aver visto giocare Giuseppe Meazza.
Ora chiacchiero con Elvira, anzi lei parla, io ascolto.
«Conosci il significato di par condicio?», esordisce.
 
>Io rispondo: ad occhio e croce significa, parità di condizione di accesso ai mass media.
 
«Esatto. E allora dimmi, perchè la par condicio non esiste nei Controsport? Perchè sempre donnine e mai giovanottoni. Anche a noi abbiano i nostri diritti. Anche vogliamo rifarci gli occhi».
> Ma guarda un pò, allibisco sorpreso, ma non tanto, visto che l’Elvira, nonostante gli anni, è una donna moderna e che a suo tempo ha buttato via il reggiseno.
 
«Guagliò – imita l’accento napoletano - a me piaceva Bobo Vieri, ma ora s’è diventato chiattulillo. Ora preferisco il Cristiano di fatto e di nome».
 
>E chi sarebbe questo Cristiano?
 
«Madonna, e lo domandi pure? Si tratta di Ronaldo che è forte, bello e simpatico. Al Pipita se lo mangia, vedrai».
 
>Come se lo mangia?
 
«Impanato e fritto. Scherzo, ma non tanto. Nella finale della “pignata” più importante, Ronaldo stravince come immagine. Lui è tirato a lucido, il Pipita è chiattulillo. Con la palla al piede il primo fa cose e pazz, il secondo la butta dentro. Sarà una  finale cazzuta. Io faccio il tifo per la Signora, ma solo in questa circostanza, per italianità. Altrimenti avrei tirato per i caballeros perchè hanno quel tizio dalla doppia zeta».
 
> Vuol dire Zidane?
 
«Propio accussì, proprio lui il gran capron de Francia. Io lo ringrazio sempre averci fatto vincere il mondiale nella città dove l’imbianchino coi baffetti, Aldofo, si imbarcò per l’aldilà».
 
>Perchè fu Zizou a farci vincere il mondiale che nessuno si aspettava?
 
«Se non si faceva cacciare per la capocciata a Matrix, chissà come si metteva per noi».
 
>Quella capocciata l’arbitro non la vide, meno male che un guardalinee ebbe l’occhio di falco...
 
«A proposito, finlmente dall’anno che viene mettono la Var in campo. Con la moviola, per esempio, forse il derby dei piemontesi sarebbe finito diversamente».
 
>Perchè?
 
«Con la moviola in campo si sarebbe appurato che l’acquaiolo granata  aveva preso la palla e non lo stinco di un nerobianco, pardon bianconero». 
 
>La Var è un oggetto meccanico, ti dà l’immagine e basta. Poi tocca analizzare l’azione, vagliarne i pro ed i contro.  E qui faremo notte perchè quello che per alcuni è fallo, per altri non lo è.
 
«Sarà pure vero, ma speriamo che almeno gli aiutini diminuiscano di intensità pro questa squadra, o quella. Così forse l’anno che viene finisce il filotto scudettato della Signora».
 
>Antonio Conte sta vincendo lo scudetto anglè...
 
«Brav’Antonio, vot’Antonio come coach dell’anno. Gli anglè si stanno prendendo una seconda aspirina tricolore. Il loro è un calcio di cavalli che corrono e corrono, senza sapere esattamente dove vanno. A meno che a guidarli non ci sia un italiano come Antonio e Claudio».

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Nicola Sparano

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