Corriere Canadese

A Toronto è scoppiata quella che si potrebbe definire la “Rivoluzione della lattuga”. 
Nel senso che un tizio di razza non italica ha lanciato la moda di piantare le verdure davanti casa, al posto, pensate un pò, dei fiori. 
Il movimento di fresca nascita si chiama Agrihood, ossia agricoltura nel quartiere, e sta prendendo rapidamente piede.
Come a dire che i non italici hanno scoperto l'America. Solo che ci sono arrivati molti anni dopo.
Da sempre ogni migrante italico, appena metteva le mani su una casetta, iniziava seduta stante a coltivare lattuga, piselli e pummarole. Solo che negli Anni 50 le piccionaie della Little Italy di College erano incollate l'una all'altra e difficilmente avevano dietro un pezzo di yarda coltivabile. Senza terra dietro, ci si arrangiò con quella davanti, “tanto ogni buco è nu pirtuso” . Al posto di tulipani e fiori di lillà spuntarono piante di vasilicò - detto anche vasenicola -, pretusino - detto anche prezzolo -, e pomodori. 
Quei vecchi orticelli di fortuna nacquero per risparmiare piccioli, visto anche allora per un cespo di lattuga quasi quasi era necessario un secondo mortgage. Un altro beneficio, forse più importante di quello finanzario era che un cristiano italico e la sua famiglia potevano gustare uno spaghetto con pomodoro e basilico, che aveva il sapore del paesello lontano.
Gli anglocanadiens allora sfottevano e cambiavano casa. Loro volevano i fiori e chi piantava piselli era di razza inferiore, da tenere alla larga.
I migranti di allora avevano, naturalmente,  bambini. I piccirilli andavano  a scuola con fette tagliate da pagnotte di pane scuro. Scuro come la mezzanotte in confronto a quello molliccio, scipito e bianco-latte.
 Così i ragazzi, che già venivano trattati da ritardati mentali soltanto perchè non conoscevano l'inglese, si trovavano ad essere emarginati due volte.
Quei ragazzi di allora, oggi hanno l'orto dietro casa e davanti fiori ed alberi pregiati.
I figli di coloro che cambiavano quartiere per non vivere nei pressi di verdure ed ortaggi, ora ricorrono agli orticelli di fortuna. 
Come a dire che il mondo, almeno quello ortofrutticolo di Toronto, si è capovolto.

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Nicola Sparano

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