Corriere Canadese

Questione di naso, telecronisti imbecilli - Nicola Sparano
 
I due fichi del bizonzo più potenti e più chiacchierati della terra si sono chiusi in una stanza per vedere chi ce l'avesse più... lungo.
Un marcantonio amerikano con la barba da monaco da cerca guadagnerà una somma incredibile, 72 dollari. Al secondo, 72 dollari al secondo per i prossimo quattro anni.
Al Tour ci sono due individui che parlano un inglese con un accento poco comprensibile, eccetto quando se la pigliano con Fabio Aru la cui colpa è di essere italiano.
Per finire, nel New Jersey un tale non ha potuto consumare seduta stante il matrimonio perchè aveva sparato botte a non finire. Lo ha fatto quando un giudice gli ha offerto lo sconto sulla cauzione, 2.500 dollari in contanti invece dei cinquemila con la carta di credito. Only in America, eh!
Il Controport di oggi è una carrellata di fatti veri e curiosi, a mio parere.
Cominciamo da Trump e Putin.
Si sono parlati e confrontati. Ma non hanno reso noto chi ce lo avesse più grande e più lungo. Tra il primo fico del bigonzo amerikano e il primo fico del bigonzo ruski, il mistero rimane. Perchè nessuno dei due intende far conoscere al mondo chi fosse meno dotato. A scanso di equivoci, tanto per essere chiari e lampanti, stiamo parlando del naso. 
  Il naso può essere piccolo, grande, diritto o a becco d'aquila, come ce l'aveva la buonanima di Dante.
    La mini proboscide serve soprattutto per respirare e odorare.
A volte, ma non sempre, il naso lo si mette anche nelle faccende altrui, specialmente le donne, mia suocera in primis.
    Una volta, quando il mondo non era ancora sottosopra, ci raccontavano la frottola che il naso si allungasse quando si sparavano le bugie.
  Se fosse stato vero, il primo fico del bigonzo amerikano avrebbe avuto un naso come quello di Pinocchio. Perchè lui di fregnacce, menzogne, fandonie, panzane, ciancie e balle ne ha detto e ne dice tante, anzi tantissime.
Anche il compare cresciuto sotto la falce ed il martello non è che sia limpido e puro, anzi. Spesso vuota il sacco a modo suo, risponde a coppe quando la bussata è a bastone. 
Insomma, tutti e due, hanno regole personalissime, tengono le redini ben salde conducendo i loro rispettivi “ciucci” a bere anche quando non hanno sete.
   Seriamente, non si sa esattamente a cosa sia servito l'ultimo summit dei potenti. Anzi, si sa. È servito alla figlia di Trump, Ivaka, di posare il suo notevole derriere (francese, per fondo schiena) nella sedia riservata al papà. È la prima volta che i capi di stato discutono di cose serie davanti ad una donna bionda e avvente. Ivaka non ha messo becco nel meeting, ha fatto tappezzeria, zitta e mosca, facendo esperienza di cose grandi. Nel caso ci fosse la futura possibilità di posare il suddetto derriere nella poltrona dello Studio Ovale, al posto di papà.
Texas, 72 dollari al secondo
Nello stato del Texas tutto è più grande. La massima è stata appena confermata da un contrattino  che avrebbe sfamato tutta l'Africa, mezzo Timbuktu e tre quarti della Patagonia. James Harden, uno che mette la palla nel cesto, ha ufficialmente firmato il contratto più ricco nella storia dello sport inventato da un insegnate canadese, il baket.  Il 27enne con la barba da monaco da cerca, 1. 96 di altezza, un quintale tondo di peso,  andrà a guadagnare qualcosa come 228 milioni di dollari nei prossimi 6 anni fino al 2023. 
 Facendo due conti in tasca a James Harden, il giocatore guadagnerà ben 38 milioni di dollari all’anno. Frazionando ancor di più il suo stipendio andiamo a scoprire che al giorno verranno raggiunti i 4 mila dollari all’ora per un totale di 104 mila in un solo giorno. Ogni minuto che passerà, la guardia barbuta “riceverà” 72 dollari al secondo. Tic 72 dollari, tac 72 dollari, tic-tac e l'orologio della grascia (ricchezza) non si ferma mai.
Tour, anti-italiani al microfono
Quando la telecronaca è in inglese, quasiasi sia la nazionalità dei parlatori - nati, cresciuti e pasciuti  nel cortile della regina Bettina, tra i cowboys dell'America, i canguri dell'Australia o le pecore della Nuova Zelanda - tutto quello che è italiano viene trattato come i cani in chiesa, o peggio. Negli anni le telecronache delle partite di calcio e quelle dei Gp di Formula Uno, hanno fatto generalmente girare gli strangugliones a noialtri. Da qualche anno si sono messi anche i due “schiappini” del ciclismo. In questo Tour a commentare sono due della nuova Zelanda, la  terra delle pecore e dei pecorari. Parlano esclusivamente del keniano bianco Froome, o di Porte, o di Thomas, o di Quintana. Di tutti insomma meno che di Aru, mai nominato escluso quando il filiforme sardo non ha dato la paga a tutti nella prima vera salita. Il massimo è stato quando hanno rovesciato su Aru secchhiate di veleni  quando il sardo ha attaccato Froome  in difficoltà per un guasto meccanico. E che doveva fare Aru, scendere dalla bici ed aiutarlo?. Le corse sono piene di vittorie buttate al vento per una pipì. Charlie Gaul nel giro del 1957 perse la maglia rosa perchè si fermò per urinare. Gli altri non lo aspettarono, attaccarono e gli fregarono la maglia rosa. Fabio ha fatto bene ad accattare e se lo fa ancora buon per lui, e per noi. Non per loro, i teleparlatori cresciuti tra le pecore.
Matrimonio con il botto
 In un paesotto del New Jersey una festa di matrimonio è finita a schifio. Nels enso che lo spasio, tale Thomas, Tommasino per gli amici, Giglio, è stato arrestato mentre si preparava al testa a testa finale con la sposina Ela. La colpa di Tommasino? Aveva sparato botte a non finire, come se fosse scoppiata una guerra. I vicini hanno chiamato gli sbirri che hanno arrestato lo sposo, portadolo davanti ad un giudice. Il giudice ha confermato l'arresto e stabilito la cifra della cauzione, 5.000 dollari con la carta di credito, 2.500 in contanti. Tommasino ha fatto ricorso alle buste-regalo-di-nozze ed è tornato libero. Ma intanto la nuttata era passata. E la notte di nozze l'ha dovuta fare di giorno. Only in Amerika, eh.

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