Corriere Canadese

Questa è una storia della categoria cose 'e pazz.
Una mezza matta se n'è andata in giro per Bologna come l'aveva fatta mammarella sua, nuda nuda, senza manco la proverbiale foglia di fico a coprire la cosiddetta modestia, nota anche come farfalla. Aveva, però, una borsa a tracolla e nella testa un pensiero fisso: farsi passare una paura strana, anzi stranissima, roba da record anche per i mezzi matti.
E già. Apparentemente la svergognata non sopportava di essere al centro dell'attenzione altrui, osservata. Come a dire che se andava a comparsi i tacchi a spillo, la pizza, o il rossetto, al momento di pagare, lo sguardo del cassiere le faceva venire la tremarella e la .... haharella.
Ed allora la mezza matta ha preso il toro per le corna, si fa per dire, e si è messa a recitare dal vivo la canzoncina napoletana “Levate a cammesella”.
Lei non si è tolta soltanto la camicetta, ma tutto quanto c'era tra la pelle ed il sole cocente di fine luglio, offrendosi agli occhi e ai telefonini dei bolognesi. «Più osservata di così non era possibile. Sotto tutti quegli occhi sgranati mi è passata la paura. Ora posso continuare a campare non direi felice, ma quasi», ha detto la zitellina venticiquina, valdostana di nascita, di passaggio a Bologna.
Davanti alla stazione è stata fermata da due sbirri della polizia ferroviaria che prima si sono rifatti gli occhi, quindi l'hanno “vestita” con un paio di manette, poi le hanno affibbiato una salassata di 3,300 euro per atti contrari dalla pubblica decenza.
 Dovete sapere, e se non lo sapete ve lo dico io, che nel Bel Paese gli atti contrari alla pubblica decenza sono di competenza dell'articolo 726 del codice penale italiano, il quale prevede che “chiunque, in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 10.000”.
Una donna che passeggia nuda e non fa nient'altro, dal codice penale italiano viene trattata esattamente come coloro che campiono atti osceni, come fare sesso, in luogo pubblico.
Fino a poco tempo coloro che facevano i porchetti in lugo pubblico poteva finire in gattabuia da tre mesi a tre anni (art. 527 del codice penale) per il reato  di atti osceni in luogo pubblico. 
  Oggi a seguito della depenalizzazione, la norma è stata riscritta e gli atti osceni puniti con sanzioni amministrative, ad eccezione per alcune ipotesi particolarmente gravi, per le quali resta la pena della reclusione.
Oggi il testo dell'art. 527 è il seguente:
«Chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti osceni è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 30.000. Si applica la pena della reclusione da quattro mesi a quattro anni e sei mesi se il fatto è commesso all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che essi vi assistano».
La licenza di “fornicare” (accoppiarsi, copulare) in pubblico senza pericolo di finire dentro ha praticamente aperto la stalla, si fa per dire, a coloro che non hanno manco uno straccetto di pudore. Ormai le cronache italiane sono piene di episodi di atti sessuali compiuti all'aperto, sotto gli occhi di tutti. Ad Amalfi, per esempio, due uomini e una donna hanno fatto i loro porci comodi sul pontile di un motoscafo. Erano in tre. E tra la gente che li osservava qualcuno si è offerto di collaborare. E siccome in giro non c'erano carabinieri i tre porcelli se la sono cava liscita, senza multe o denunce.
Cose e pazz. Dove sta finendo il Bel Paese?
 
*Nella foto, la svergognata di Bologna mentre passeggia nuda e con le mani in tasca, si fa per dire.

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Nicola Sparano

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