Corriere Canadese

TORONTO - Continua il dibattito a Toronto in seguito al voto del Comites di metà luglio. In questi giorni il Corriere ha ricevuto numerose lettere e telefonate in redazione. Abbiamo deciso di pubblicare una lettera inviata da Franco Misuraca, delegato del Canada del Comitato Tricolore Italiani nel Mondo.

Caro Direttore,
i risultati delle elezioni del COMITES di Toronto tenutesi nei giorni scorsi, mi spingono ad alcune considerazioni soprattutto per quanto riguarda la netta frattura che tali elezioni hanno provocato tra le istituzioni e la comunità.

La scarsa partecipazione al voto, meno di trecento persone su un potenziale di oltre settantamila aventi diritto, è sintomatica di qualcosa di completamente sbagliato da parte di chi ha organizzato e gestito politicamente le stesse.
Non può assolutamente addursi a scusante il fatto che vi era una sola lista concorrente.
Quando due anni fa si svolsero in tutto il mondo le elezioni per il rinnovo dei COMITES vi furono decine e decine di Consolati in ogni parte del mondo, dove fu presentata una sola lista, ma ovunque ed anche qui a Toronto furono raggiunte percentuali in perfetta sintonia con le abituali percentuali di tale tipo di elezioni.
Perché oggi il risultato è stato quello di una percentuale dello 0.00000000000000001 per cento?
Io credo che la responsabilità di questa incresciosa situazione sia da imputare a qualche galletto che in questi ultimi anni ha inteso estremizzare le posizioni e politicizzare al massimo la vita comunitaria. Differentemente la Comunità era stata abituata ad una gestione unitaria da parte di tutte le componenti dell’Associazionismo che per oltre una cinquantina  di anni hanno lavorato in perfetta unità di intenti e sintonia ponendosi quale unico obbiettivo gli interessi ed il bene della comunità anche a discapito degli interessi della propria parte politica.
Non potrò mai dimenticare le riunioni che solitamente si tenevano presso la sede del Patronato Acli e presso il Columbus Centre mirabilmente condotte dall’indimenticato Antonio Mazzotta dove vi era la partecipazione oltre che del sottoscritto di Fulvio Florio, Giuliani, Giuseppe Carraro, Padre Papais, i coniugi Condello. Arnalda Bartoli, Luigi Fracasso cui poi, con il passare degli anni si aggiunsero Gino Bucchino, Carlo Consiglio, Gino Ripandelli e via via tutti coloro che ebbero a cuore le sorti della comunità.
Orbene, fin quando la Comunità ha avuto come vertice chi ha ritenuto che le comunità italiane all’estero avessero necessità di progredire soprattutto nel campo dei diritti e del mantenimento della lingua e della cultura italiana, per cui le divisioni sarebbero state deleterie, la comunità non ha fatto mai mancare il Suo appoggio.
Oggi che si intende politicizzare al massimo tutto, per cui si presenta una lista con il 90% di uomini di partito, la comunità ha inteso prendere le distanze dando un emblematico schiaffo a chi tale estremizzazione ha portato avanti.
Un profondo esame di coscienza e un proficuo incontro delle varie componenti comunitarie potrà superare l’attuale frattura e riprendere in modo unitario il cammino della comunità.
Franco Misuraca
Delegato C.T.I.M. - CANADA
 

 

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