Corriere Canadese

TORONTO - Per moltissimi aspetti, il Canada è un Paese meraviglioso. Non c’è bisogno di elencarli come avrebbe potuto fare Elizabeth Browning con uno stile nettamente migliore di quello che potrei offrire io.
Però, così come con tutte le cose che amiamo, dobbiamo alimentare ciò che noi ci prefiggiamo di lasciare come lascito. Lo scrittore Aldous Huxley lo ha espresso meglio: “La vigilanza eterna non è solo il prezzo della libertà; la vigilanza eterna è il prezzo della decenza umana”.
Il dibattito in Italia sulla cittadinanza - cosa significa, chi la può acquisire e come mantenerla - si rispecchia in Canada. La discussione non è sempre lusinghiera, né qui né là. Riguarda “l’appartenenza a un club” e “riguarda la decenza umana”.
Nella scorsa legislatura, il governo canadese di quei giorni - conservatore - approvò una legge (Bill C-24) che autorizzava la revoca della cittadinanza in seguito a condanna per tradimento, spionaggio o terrorismo. 
Inoltre, la legge stabiliva norme più stringenti  come prerequisiti per ottenere (e mantenere) la cittadinanza. Alcune di queste disposizioni sono state revocate appena  recentemente dall’attuale governo - liberale - nel Bill C-6.
A volte, un clima di paura, reale o percepita, spinge i governi a fare cose stupide che vanno contro il concetto di libertà, democrazia e decenza umana.
Vari governi del Canada hanno approvato delle leggi speciali, tipo detto “Misure di Guerra”, privando i canadesi dei diritti fondamentali, quelli che noi definiamo comunemente Diritti Umani. Quelli nel mirino sono stati caratterizzati come  “fascisti”, “nemici stranieri”, “comunisti”, “separatisti” (chi si ricorda del Front de Liberation du Quebec ?), “criminali”, “musulmani radicali” ... qualunque cosa/chiunque combaciasse con il gusto del periodo ... Omar Khadr.
Allora, gli avvocati di Omar hanno avuto successo nel sollevare la questione della responsabilità del governo - obbligo contrattuale - riguardo la sua cittadinanza. I negoziatori, operando sotto gli auspici delle Corti in Ontario, hanno riscontrato che l’inadempienza ai doveri del governo federale sarebbe risultata in una riparazione, in un risarcimento per Omar.
Lui è stato abbandonato dal governo canadese dell’epoca per “marcire” in una prigione americana (Guantanamo Bay), che si trova al di fuori dei confini americani e che, di conseguenza, non è soggetta alle garanzie costituzionali concesse anche al più efferato dei serial killer.
Khadr aveva 15 anni quando venne incarcerato per la prima volta. In Canada, avrebbe ricevuto le protezioni giuridiche riservate ai minorenni, a prescindere se le meritasse o meno. 
Una Corte avrebbe dovuto determinare l’appropriatezza delle accuse, la colpevolezza e la lunghezza della condanna detentiva e/o della riabilitazione.
Questo noi lo diamo per scontato in una società civile e democratica dove prevale lo “stato di diritto”. Non è per forza così in un tribunale militare, devo l’ethos può essere differente. È in parte anche per questo che gli USA mantengono dei centri di detenzione come Guantanamo.
Individualmente, tutti quanti noi viviamo il desiderio primordiale di arrivare alla nostra vendetta. E siamo pieni di presentatori di talk show e di ascoltatori preparati a servire “le teste su un piatto d’argento” per alimentare questo bisogno istintivo. Ma noi puntiamo a essere una società civile che tende a nutrire la decenza umana.
Non so se il cittadino Omar fosse colpevole di tutto ciò di cui lo accusavano i suoi detrattori. 
In qualche modo, dubito che all’età di 15 anni lui fosse la mente strategica dietro gli sforzi atti a fermare l’avventura bellica multi-trilioniaria di dollari della Coalizione dei Volenterosi (Amici degli USA) in Afghanistan.
 

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Joseph Volpe

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