Corriere Canadese

Stephanie Rizzo
 
TORONTO - Come già accennato nel precedente articolo, i maggiori leader mondiali si stanno accingendo a raggiungere la bellissima e caratteristica città siciliana di Taormina, dove il prossimo 26 e 27 maggio si terrà il vertice del G7.
In questo clima ogni giorno più acceso e spinoso a livello internazionale, i temi da trattare sono delicati e non certo di facile soluzione. Ma non è di questo che oggi parleremo in questa sezione. Alleggeriamo un po’ l’atmosfera parlando proprio della storia della città ospitante del summit, il fiore all’occhiello della Sicilia.
Affacciandosi a 206 metri d’altezza sul mar Ionio, Taormina regala un panorama mozzafiato non solo sul fronte marino. Infatti, lasciando scorrere lo sguardo lungo la costa, ecco che il vulcano Etna si staglia all’orizzonte, regalando nei suoi periodi eruttivi un vero e proprio spettacolo di luci visibile dopo il calar del sole.
La nascita di Taormina (Tauromenion) risale al IV secolo a.C.. Si attesta che nel 735 a.C., la prima colonia greca proveniente da Calcide Eubea sbarcò e si insediò lungo la foce del fiume Arcantara, dove venne fondata Naxos. 
In quanto alleati di Atene e visti come possibile minaccia da Dioniso I di Siracusa, la colonia greca fu costretta a spostarsi sul vicino Monte Tauro, luogo già occupato dai siculi.
Nel corso degli anni, Taormina divenne alleata di Siracusa, vivendo il suo periodo di maggior crescita culturale ed economica che durò fino alla conquista da parte dei Romani nel 212 a.C., anno in cui Roma dichiara la Sicilia provincia romana.
In quanto “civitas foederata” la città vive un altro periodo di prosperità e gioca un ruolo storico chiave alleandosi con Sesto Pompeo in seguito all’assassinio di Giulio Cesare. Con la vittoria di Ottaviano, tuttavia, quest’alleanza gli costa la deportazione della sua popolazione.
Ultima città siciliana a cadere in mano agli arabi durante l’invasione dell’isola, venne rasa al suolo (e da loro stessi ricostruita) la notte di Natale del 906 e, secondo quanto tramandato, gli abitanti maschi sarebbero tutti stati decapitati e le loro teste portate su un piatto d’argento al capo dei saraceni sunniti.
Approfittando del periodo di instabilità prodotto dal passaggio di potere dalla dinastia sunnita a quella sciita dei Fatimidi, nel 911 la componente cristiana riprese il controllo della città.
Successivamente, sotto il dominio Aragonese, Taormina è sede nel 1410 del Parlamento siciliano (tra i più antichi di tutta Europa) per l’elezione del re di Sicilia. Nel corso del XVI secolo poi Filippo IV conferirà alla città il privilegio di appartenere stabilmente alla Corona di Spagna.
In seguito a questa forte alleanza che non fece piegare la città al successivo dominio francese, il re Ferdinando I di Sicilia regalò a Taormina l’Isola Bella, come riconoscimento per l’imperitura fedeltà dimostrata.
Insomma, l’eco degli influssi culturali che hanno caratterizzato questa città sono di certo riecheggiati fino ai giorni nostri, contribuendo a rendere Taormina un gioiello paesaggistico invidiato da tutto il mondo e una delle maggiori mete turistiche non solo in Sicilia, ma in tutto lo Stivale.